Sabato 25 Giugno 2022 | 19:46

In Puglia e Basilicata

la denuncia

Foggia, al Policlinico un «Pronto soccorso dalle attese infinite». Anelli (Ordine Medici Bari): la Regione risolva il caso

Il policlinico di Foggia

Ospedali Riuniti di Foggia

Sabato un sit-in: «Chi vorrà potrà unirsi a noi, non possiamo curarci a San Giovanni Rotondo»

25 Maggio 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA - Pronto soccorso del policlinico di Foggia ancora al centro della pressione «straordinaria» dei cittadini e delle polemiche di quanti (quasi tutti) si sentono «trascurati, esclusi, calpestati». Sotto accusa le «attese infinite» degli utenti, a causa del «personale che scarseggia» secondo la difesa degli operatori.

Tutto questo accade proprio alla vigilia del trasferimento del Pronto soccorso nel nuovo Deu, il dipartimento di emergenza urgenza. Le procedure di accreditamento sono quasi completate, dice  il commissario straordinario Giuseppe Pasqualone, il nuovo Pronto soccorso (e con esso nuova funzionalità e organizzazione, negli auspici della gente) potrà essere operativo dalla prima settimana di giugno. Ma intanto sabato mattina a Foggia accadrà qualcosa che non si è mai visto. Un comune cittadino, Rocco Scarnecchia, ha organizzato una manifestazione davanti al vecchio Pronto soccorso per denunciare le «disfunzioni di un servizio - dice alla Gazzetta - che rappresenta il vero malato grave della nostra sanità». Una protesta che prende forza dopo la denuncia di Scarnecchia fin sulla scrivanie della dirigente del ministero della direzione generale della Programmazione sanitaria al ministero della Salute, che chiede spiegazioni alla Regione Puglia (responsabile delle funzioni organizzative) e invita a «relazionare» su quanto denunciato. La decisione di scatenare tuoni e fulmini nasce dopo che Scarnecchia ha dovuto ricorrere alle cure del policlinico per un problema fisico. Foggiano, 34 anni, impiegato alla Leonardo, Scarnecchia lo scorso 2 maggio è finito in ospedale a causa di «forti dolori intestinali».
Cosa succede quando la portano al Pronto soccorso?
«Alle 12.16 l’ambulanza arriva in codice in giallo, ma c’è da attendere all’accettazione fino alle 13.23. Mi hanno prelevato 3 boccette di sangue ed è cominciata la mia attesa».
Fino a quando?
«Fino alle 16.23 quando decido di andarmene, chiedo a mio zio di venirmi a prendere. In tutto quel tempo sono rimasto in attesa, voglio anche precisare che sia io che una signora in attesa come me abbiamo voluto dare la precedenza a una bambina di 10 giorni che aveva bisogno di cure. La mamma, ci ha riferito in lacrime, era lì dalla mattina».
Così si fa portare al pronto soccorso di Casa Sollievo a San Giovanni Rotondo.
«Esatto. Con noi c’era anche mia moglie, arriviamo all’ospedale di San Pio alle 17.10. Alle 18.30 mi prendono finalmente in carico, dico al personale sanitario che i dolori sono ripresi e che sto per accasciarmi. Mi fanno mettere su un lettino, mi viene somministrata una Tachipirina, mi fanno un’ecografia e un altro prelievo. Dopo un’ora arriva il referto dal laboratorio di analisi: le transaminasi erano salite da 35 a 986, praticamente ero in uno scompenso generale».
La ricoverano d’urgenza, ma poi dopo qualche giorno viene dimesso.
«Sono tornato a casa il venerdì successivo. Sano e salvo per fortuna, era una colica. Ma il disagio resta. Non possiamo, noi foggiani, con un policlinico a disposizione, farci curare a San Giovanni Rotondo».                                                                    Ha raccolto l’indignazione di altri malcapitati oppure è stato contattato da loro?
«Sui social è pieno di lamentele nei confronti del Pronto soccorso di Foggia. Alcune giustificate, altre non so. Dico soltanto che non ce l’ho con nessuno. Ma il dolore e la mortificazione vissuti in quegli istanti dovrebbero essere un monito per tutti. Chi vorrà potrà esserci sabato, la gente chiede un’assistenza civile che a Foggia, evidentemente, manca: si aspetta troppo in quel Pronto soccorso».

Il presidente dell'Ordine dei Medici baresi: «Risolvere il caso-Foggia»

«Intervenire subito per sanare la carenza di personale al pronto soccorso di Foggia»: è la richiesta che il presidente della Federazione nazionale Ordini dei medici e dell’Ordine dei medici di Bari, Filippo Anelli, rivolge in una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore regionale alla Salute, Rocco Palese. «Una situazione complessa, quella di Foggia - evidenzia Anelli - ed emblematica di tante analoghe emergenze nei pronto soccorso di tutt'Italia; un contesto che provoca disagi ai pazienti e condizioni di lavoro insostenibili per i medici che, sempre di più, si ammalano per il burnout, sono vittima di aggressioni. E vanno verso luoghi di lavoro più sicuri, verso il privato, o rifugiandosi nel pre-pensionamento». «Credo che sempre più i medici siano messi nelle condizioni di andar via - afferma Anelli - di scappare da situazioni che diventano insostenibili. Noi medici siamo abituati a fare questo lavoro, con passione, con dedizione. Ma quando la situazione giunge al limite perché i medici si devono far carico di tutte le disfunzioni di un sistema, credo che l’unica scelta possibile sia quella dell’abbandono». 

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