Giovedì 30 Giugno 2022 | 02:36

In Puglia e Basilicata

La tragedia

Bari, rimorchiatore affondato: due indagati per il naufragio

Turisti svedesi salvati dal bagnino a Peschici,  Guardia Costiera li recupera tutti

Foto Ansa

Avviso di garanzia per il comandante Petralia, unico superstite

21 Maggio 2022

Isabella Maselli

BARI - Entra nel vivo l’indagine della Procura di Bari sul naufragio del rimorchiatore «Franco P», affondato mercoledì sera a circa 50 miglia dalla costa barese, in acque internazionali. Il cuore dell’inchiesta sarà accertare le cause del naufragio e individuare le eventuali responsabilità.

Per farlo la pm Luisiana Di Vittorio, che coordina le indagini della Capitaneria di Porto, ha disposto il sequestro probatorio del rimorchiatore (anche se trovandosi a mille metri di profondità difficilmente sarà recuperato) e del pontone AD3, ormeggiato da ieri mattina nel porto di Bari. Sotto sequestro anche tutte le apparecchiature e le dotazioni di bordo, compresa la documentazione della navigazione e i bagagli.

Il decreto di sequestro è stato notificato, con contestuale avvisi di garanzia, al comandante del rimorchiatore affondato, il catanese 63enne Giuseppe Petralia, unico superstite e ricoverato in terapia intensiva cardiologica nell’ospedale Di Venere di Bari, e all’armatore, il 78enne Antonio Santini, legale rappresentante della Ilma, Impresa Lavori Marittimi Ancona srl, società armatrice proprietaria del rimorchiatore e del pontone galleggiante. Nei loro confronti la Procura ipotizza i reati di cooperazione colposa in naufragio e omicidio colposo plurimo. Tre, al momento, le vittime dell’affondamento, cioè i marittimi i cui corpi senza vita sono stati recuperati dal mare, mentre gli altri due che erano a bordo risultano ancora dispersi.

Il provvedimento dell’autorità giudiziaria barese ripercorre la vicenda fin dalla segnalazione dell’affondamento, alle 21 del 18 maggio. «Per accertare la dinamica dell’affondamento del rimorchiatore e il rispetto della normativa sulla sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio a bordo dell’unità nautica – spiega la Procura - si rende necessario procedere con il sequestro dell’imbarcazione (rimorchiatore e galleggiante) e di tutti gli strumenti e la documentazione presenti a bordo.

Tale sequestro si rende necessario, in quanto si devono ricostruire sia le circostanze del naufragio sia le dinamiche relative alle operazioni di evacuazione e salvataggio delle persone a bordo del convoglio sia le eventuali responsabilità di coloro che erano deputati a coordinare dette attività sia il rispetto della normativa sulla sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio a bordo dell’unità navale in oggetto. Nello specifico, si devono effettuare i rilievi e gli accertamenti tecnici volti a riscontrare le dichiarazioni che nel corso delle indagini saranno rese dalle persone informate sui fatti sulla gestione delle operazioni di imbarco e sulle modalità con le quali si è verificato il danneggiamento dell’imbarcazione che ha causato il naufragio del rimorchiatore Franco P».

Per le verifiche tecniche la procura annuncia che nei prossimi giorni potrebbe disporre una consulenza ed è questa la ragione per la quale è utile che il pontone resti a Bari con i sigilli dell’autorità giudiziaria che indaga. Quello che si dovrà accertare è cosa abbia causato la possibile falla nello scafo dalla quale il mezzo navale ha cominciato a imbarcare acqua in quantità tale da non riuscire a restare a galla, andando a picco fin sul fondo dell’Adriatico in poco più di 20 minuti. Ed è su questo che, sempre su delega della Procura, gli uomini della Guardia costiera hanno ascoltato per tutto il giorno come persone informate sui fatti le undici persone che erano a bordo del pontone, unici testimoni oculari, oltre al comandante superstite, del naufragio. Sono loro ad aver lanciato l’allarme, loro ad aver visto che stava accadendo senza riuscire a salvare i colleghi e sono ancora loro a ipotizzare che in quel rimorchiatore lungo quasi 29 metri e largo 8, dalla stazza lorda di 234 tonnellate, potrebbe essersi verificato un cedimento strutturale. Intanto, conclusi i riconoscimenti delle tre salme, i corpi resteranno per il momento nell’istituto di medicina legale in attesa che la Procura disponga l’autopsia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725