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In Puglia e Basilicata

LA PANDEMIA

Covid: scuola, chiesa e smart working ecco: cosa cambia dal 1° maggio

Smart working nel privato:  c'è la proroga fino al 31 agosto

Mascherine raccomandate per chi è a contatto con il pubblico

30 Aprile 2022

Manuela Correra

Ancora 24 ore e dal primo maggio anche l’Italia dirà addio al green pass mentre resterà in vigore, almeno fino al 15 giugno, l’obbligo di mascherine in molti posti al chiuso. Ecco in dettaglio In cosa cambierà nelle nostre abitudini quotidiane.

MASCHERINE Fino al 15 giugno resterà l’obbligo di indossare le Ffp2 nel trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza, nei cinema, nei teatri, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo e per tutti gli eventi e competizioni sportive al chiuso. Sarà così anche per lavoratori, utenti e visitatori di ospedali e strutture sanitarie, incluse le Rsa. Negli altri luoghi di lavoro, invece, questi dispositivi di protezione saranno solo raccomandati. Per quanto riguarda il settore privato, resterà in capo alle singole aziende rinnovare o ridefinire protocolli e accordi. Le mascherine sono raccomandate dai vescovi anche a messa e per le celebrazioni in chiesa.

GREEN PASS Con il primo maggio andrà definitivamente in archivio il green pass, con l’unica eccezione per l’ingresso nelle Rsa (almeno fino al 31 dicembre). Il certificato verde non sarà più obbligatorio, anche se i virologi invitano comunque a completare il ciclo vaccinale.

VACCINI Resta in vigore fino al 15 giugno l’obbligo di vaccinazione per gli over 50, forze dell’ordine e comparto scuola: queste categorie, se non si vaccineranno, continueranno ad incorrere nella sanzione prevista di 100 euro.

SMART WORKING Prorogato fino al 31 agosto anche in assenza degli accordi individuali per i lavoratori del settore privato.

SCUOLA Resta l’obbligo di mascherine, anche solo chirurgiche.

VIAGGI Decade il Passenger Locator Form, il modulo utilizzato dalle autorità sanitarie per i viaggi, per chiunque voglia entrare o partire per l’estero.

TEMPO LIBERO Addio alle mascherine negli stadi ma non nei palazzetti. Restano obbligatorie fino al 15 giugno in cinema, teatri, locali di intrattenimento e musica dal vivo. Via la mascherina anche in negozi e centri commerciali ma anche in tutte le manifestazioni all’aperto.

ULTIME SCADENZE La prima è quella del 15 giugno, quando l'Italia dirà addio alle mascherine anche al chiuso. Contestualmente, con la chiusura dell’anno scolastico, decadrà anche l’obbligo nelle scuole.

FOCUS LAVORO DA REMOTO

ROMA - Mascherine e smart working: si apre una fase nuova nei luoghi di lavoro. Dopo due anni di pandemia e di utilizzo serrato delle protezioni delle vie respiratorie, dall’1 maggio cade infatti l’obbligo d’impiego di tali dispositivi, tranne alcune eccezioni, ma nei luoghi di lavoro del settore privato saranno i protocolli aziendali a dettare la linea mentre negli uffici pubblici la Ffp2 resta raccomandata per il personale a contatto con il pubblico e negli spazi comuni. E nuove regole arrivano anche per lo smart working. Un cambio di rotta mentre si conferma stabile il trend dell’epidemia di Covid-19 in Italia.

Per quanto riguarda le mascherine, il ministero della Pubblica amministrazione, con una circolare emanata oggi, ha chiarito che dall’1 maggio l’uso delle FFP2 negli uffici pubblici «è raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale fragile, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti». Il dicastero ha invitato le amministrazioni a dare indicazioni tempestive sul loro uso, pur decadendone l'obbligo. Diversa la situazione nel privato: alla luce del nuovo quadro cruciale sarà l’incontro con le parti sociali in programma per il 4 maggio, dove si valuterà un aggiornamento dell’ultimo Protocollo sulle misure per il contrasto del Covid nei luoghi di lavoro del 6 aprile 2021, che prevede l’obbligo di mascherina. Si deciderà, in sostanza, se mantenere tale protocollo oppure rimodularlo. Ad ogni modo, almeno fino alla data dell’incontro, il Protocollo resta vigente e di conseguenza resta l’obbligo delle mascherine. Al momento, pare prevalere un atteggiamento di cautela, con Cisl e Uil che invitano a non abbassare la guardia mantenendo le protezioni nei luoghi di lavoro e la Confesercenti che consiglia alle aziende associate di continuare a fare usare la mascherina ai dipendenti. Anche Confcommercio, in attesa delle decisioni del 4 maggio, ritiene comunque «indispensabile» il mantenimento della mascherina per i lavoratori almeno fino al 15 giugno. La Federazione Moda plaude allo stop delle mascherine per i clienti, mentre l’Anica giudica penalizzante la proroga dell’obbligo nei cinema. L’approccio di cautela è ribadito dal ministro della Salute Roberto Speranza, che sottolinea la necessità di «insistere con le vaccinazioni e con l’uso della mascherina in tutte le occasioni in cui si rischia il contagio».

Altro fronte è quello dello smart working. E’ prorogato fino al 31 agosto, anche in assenza degli accordi individuali, per i lavoratori del settore privato. Proroga fino al 30 giugno, invece, per i lavoratori fragili pubblici e privati e per i genitori di figli con fragilità. Intanto, i numeri dell’epidemia si mantengono stabili, con indici in lieve calo. Il bollettino del ministero della Salute indica che sono 58.861 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore (ieri 69.204). Le vittime sono 133 rispetto alle131 di ieri, e sono 371 i ricoverati in terapia intensiva, 11 in meno rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari tornano ancora sotto quota 10mila: sono 9.942 (-134). Un trend confermato dall’ultimo monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, che rileva una lieve diminuzione dell’indice Rt (a 0,93), ma registra un leggero aumento dell’incidenza dei casi (699 su 100mila abitanti). Diminuisce pure il tasso nazionale di occupazione delle intensive (al 3,8%) e dei reparti (al 15,6%).
In Puglia ieri sono stati registrati altri 4.223 casi di contagio da Coronavirus su 23.955 test (incidenza del 17,6%) e due decessi.

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