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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'intervista

Bari, Giuliano: «Scuole, non basta il vaccino per riaprire servono più bus»

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Brindisi - «Vaccinare non basta per riprendere la scuola in sicurezza. Bisogna affrontare seriamente il problema dei trasporti e del tracciamento».

La pensa così Salvatore Giuliano, ex sottosegretario all'Istruzione durante il primo governo Conte, preside dell’Istituto Industriale e Liceo delle Scienze Applicate Ettore Majorana di Brindisi. Una vita della scuola, il dirigente ha le idee ben chiare su cosa si dovrà fare.

Preside, si va verso l’obbligo di vaccinazione per i docenti. Secondo lei quali sono le ulteriori misure precauzionali che sarebbe opportuno prendere?

«Ben venga la vaccinazione per docenti e anche per gli studenti. La scuola pugliese ha risposto egregiamente, abbiamo un altissimo numero di professori già immunizzati. Nel mio istituto ( il Majorana conta 150 insegnanti ndr) mi risulta che si siano vaccinati tutti. Credo che sia un atto di responsabilità se vogliamo riaprire la scuola in sicurezza. Ma sarebbe un gravissimo errore pensare che il ritorno in presenza possa essere garantito soltanto grazie al vaccino. Non è possibile. A mio modesto avviso ci sono due questioni fondamentali da affrontare e delle quali al momento nessuno parla: i trasporti ed il tracciamento».

Come giudica la soluzione degli ingressi scaglionati?

« Se qualcuno pensa di proporre l’idea del doppio turno d’ingresso vuol dire che il problema della scuola non sarà mai risolto. Agli alunni deve essere garantita la dignità dello studente. I ragazzi devono seguire un orario che possa essere compatibile con uno sviluppo pedagogico e sociale. Mi spiego meglio: se uno studente rimane a scuola dalle 10 fino alle 17, rientrato a casa quanta concentrazione potrà mai avere per lo studio? O per lo svolgimento di altre attività? Ripeto, il problema dei trasporti si è posto sin dal marzo del 2020: se non si risolve vuol dire che della scuola non importa niente a nessuno. Il decreto sostegni bis ha stanziato 450 milioni di euro per il potenziamento dei trasporti. Ovviamente non basteranno le risorse offerte dai servizi pubblici, percui si potrebbe pensare di coinvolgere anche società private».

C’è anche il nodo che riguarda la mancanza di personale.

«Nei prossimi mesi, quando magari non ci saranno ancora molti ragazzi vaccinati, è inevitabile che ci saranno alcuni alunni contagiati. Il problema è che la quarantena, così come previsto, dovranno farla anche i docenti già vaccinati. E visto che parliamo di periodi di 10 o 14 giorni, senza personale aggiuntivo a disposizione per effettuare sostituzioni le lezioni rischiano di saltare. Per non parlare del fatto che molte scuole avranno dei problemi a far rispettare la distanza di un metro fra un banco e l’altro, perchè mancano gli spazi. La scuola è una realtà complessa».
Tutti temono un ritorno alla Dad, che secondo molti avrebbe persino causato danni agli studenti. Cosa ne pensa?
«Era l’unico modo possibile per continuare un percorso educativo. Ma è chiaro che la Dad non può sostituire la socialità, è stata concepita solo per garantire l’apprendimento a distanza. E per quanto riguarda il nostro istituto è andata bene».

A giudicare dai recenti risultati dei test Invalsi, però, gli studenti pugliesi sembrano essere fra i peggiori d’Italia. È davvero così?

«Questa deduzione è frutto di un’anomala interpretazione dei dati. Le prove Invalsi rappresentano ormai da anni una forte correlazione fra il livello reddituale e quello di apprendimento. Per porre rimedio a questa situazione è necessario fare investimenti strutturali, per far sì che le sacche di povertà educative vengano eliminate».

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