Domenica 01 Agosto 2021 | 01:55

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Danni gravi dalla dad, 1 studente su 2 termina le scuole impreparato: maglia nera per il Sud. Allerta dispersione

Invalsi: il 73% in Campania non sa la matematica. Male pure l’italiano. Nelle ultime posizioni anche la Puglia

Covid 19, Emiliano: «Presto tutte le scuole in Puglia si connetteranno in Dad»

BARI -  La pandemia e la dad hanno fatto danni enormi sull'apprendimento dei ragazzi, soprattutto alle superiori. Il quadro emerge dal Rapporto Invalsi. Alle medie il 39% degli studenti non ha raggiunto risultati adeguati in italiano, il dato sale al 45% in matematica. Alle superiori il dato sale rispettivamente al 44% e al 51% con un + 9%. In molte regioni del Sud oltre la metà degli studenti non raggiunge la soglia minima di competenze in Italiano: Campania e Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%. In Campania il 73% degli studenti è sotto il livello minimo di competenza in matematica, in Sicilia 70%, 69% Puglia.

MALE ALLE MEDIE -  La pandemia ha aumentato significativamente il numero degli studenti che non raggiungono risultati adeguati in italiano e matematica, ossia non in linea con quanto stabilito dalle Indicazioni nazionali. Sono infatti il 39% in Italiano (+5 punti percentuali rispetto sia al 2018 sia al 2019) e il 45% in Matematica (+5 punti percentuali rispetto al 2018 e +6 punti percentuali rispetto al 2019). Va meglio la situazione in Inglese-reading (A2): i ragazzi che non raggiungono un minimo di competenze sono il 24% , -2 punti percentuali rispetto al 2018 e +2 punti percentuali rispetto al 2019) in Inglese-listening (A2) sono il 41% (-3 punti percentuali rispetto al 2018 e +1 punto percentuale rispetto al 2019). In tutte le materie le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli. Inoltre, tra questi ultimi diminuisce di più la quota di studenti con risultati più elevati. Si riduce quindi l’effetto perequativo della scuola sugli studenti che ottengono risultati buoni o molto buoni, nonostante provengano da un ambiente non favorevole (i cosiddetti resilienti). I divari territoriali tendono ad ampliarsi. In alcune regioni del Mezzogiorno (in particolare Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) si riscontra un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi, che raggiunge il 50% e oltre della popolazione scolastica in Italiano, il 60% in Matematica, il 30-40% in Inglese-reading e il 55-60% in Inglese-listening. Emergono forti evidenze di disuguaglianza educativa nelle regioni del Mezzogiorno sia in termini di diversa capacità della scuola di attenuare l'effetto delle differenze socio-economico-culturali sia in termini di differenze tra scuole e, soprattutto, tra classi.

IL COMMENTO DEI PRESIDI PUGLIESI - «Il rapporto Invalsi indica la presenza in Puglia di un vero e proprio deficit formativo, chiaramente legato al ricorso massiccio alla didattica a distanza che si è consentito nella nostra regione rispetto ad altre nelle quali i rischi di contagio erano anche maggiori». Lo dichiara in una nota Roberto Romito, presidente regionale pugliese dell’Associazione nazionale presidi, commentando i "dati preoccupanti» resi noti oggi, soprattutto «sulle percentuali di alunni del quinto anno delle scuole superiori che non raggiungono la soglia minima di competenza: in italiano il 59%, in matematica il 69%»."Si è verificato, purtroppo, ciò che era stato da molti previsto - dice Romito - : un calo generalizzato, in particolare nella scuola superiore, dei livelli di apprendimento» e «un accentuarsi preoccupante della dispersione scolastica, in particolare nel mezzogiorno, Puglia inclusa». Per Romito «sicuramente ha pesato negativamente, in particolare negli ultimi due mesi di scuola, il messaggio di disincentivazione della frequenza scolastica che è stato lanciato a studenti e famiglie attraverso le ordinanze che hanno consentito la cosiddetta 'didattica a sceltà. La nostra posizione contraria, in merito, è nota. Auspichiamo - conclude - che non si ripeta più questo errore, ma che in condizioni di rischio pandemico accettabile si mettano in campo, finalmente, tutte le misure atte a far sperare in un più regolare avvio del prossimo anno scolastico: dalle vaccinazioni degli studenti fra 12 e 18 anni di età al completamento di quelle dei docenti e del personale delle scuole, dal tracciamento dei contagi alle misure di prevenzione attuate nelle stesse scuole per mezzo del personale sanitario a loro dedicato (i TOSS), senza trascurare l'effettivo potenziamento del trasporto pubblico locale».

IL PARERE DELL'AZZOLINA - «La didattica a distanza amplifica le disuguaglianze, deve rimanere solo uno strumento di emergenza». Così l’ex Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina commentando i risultati delle prove Invalsi.
«I punteggi più bassi - prosegue - sono in Regioni del Sud o tra studenti che alle spalle hanno famiglie disagiate. Serve un impegno forte in vista di settembre per mandare ragazzi e ragazze in classe al 100%. Un impegno vincolante per tutti, Regioni comprese. Gli studenti di Campania e Puglia sono in fondo alle classifiche Invalsi a causa delle decisioni sconsiderate dei rispettivi Presidenti, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano, che hanno sempre minimizzato l’impatto delle chiusure."
«Non possiamo più permettercelo. La riprova di questa necessità - conclude - è nei punteggi della scuola primaria, pressoché identici alla situazione pre-Covid: un risultato frutto delle battaglie portate avanti per mandare circa 5 milioni di studenti più piccoli in presenza per tutto l’anno scolastico»

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