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La visita

Israele deve venire in Puglia, il «tallone» d'Italia

L'ambasciatore Dror Eydar affascinato da Bari vecchia: «È bella come Gerusalemme»

Bari panoramica

Bari - «Ieri sera ho fatto una lunga passeggiata per la città vecchia di Bari e ho pensato “è come Gerusalemme” è bella, è bella. Gli israeliani devono sapere che non c’è solo Roma o Firenze, ma che la Puglia è bella. Tutti dovrebbero conoscere il... no tacco no, chiamiamolo tallone, il tallone d’Italia. Anche perché il tallone è anche citato nella Bibbia, con Giacobbe (il figlio di Isacco e Rebecca, chiamato successivamente Israele; ndr) che è nato tenendo il calcagno di Esaù. Noi possiamo pubblicizzare la bellezza e la potenzialità di questa regione e con il nuovo volo Bari-Tel Aviv, che sarà attivo dal 3 luglio (due voli a settimana martedì e sabato con Wizzair, per tutto l’anno; ndr), possiamo contribuire in questo campo. I turisti israeliani rafforzeranno i nostri rapporti. Soprattutto dopo la pandemia. Preghiamo per il bene dell’Italia e della Puglia».

Nelle parole dell’Ambasciatore di Israele, Dror Eydar, la ricchissima tradizione storica, religiosa e culturale ebraica, diventano il rocchetto di filo che tiene salda la poliedrica progettualità israeliana. Ricercatore di Storia e Letteratura, intellettuale, giornalista, musicista, Eydar non è un diplomatico di carriera (è stato espresso direttamente dall'ex premier, Benjamin Netanyahu). Il gradimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella risale al luglio 2019 e questa è la sua prima visita in regione. Accompagnato dal console onorario d’Israele di Puglia-Basilicata-Molise, il barese Luigi De Santis, l’Ambasciatore ha visitato ieri la nuova Redazione centrale de La Gazzetta del Mezzogiorno, accolto dall’editore, Vito Ladisa, e dal caporedattore Filippo Santigliano.

L’Ambasciatore è stato a Trani e nella base dell’Aeronautica di Amendola (Foggia). A Trani ha visitato le testimonianze «della comunità molto importante che lì viveva nel Medioevo». Si è emozionato ritrovando «i luoghi in cui era vissuto l’eminente talmudista Isaiah di Trani, noto in Israele come RID e che – dice - io ho studiato quando ero giovane. Per me era RID non sapevo che Trani fosse una città. E quando arrivo in un luogo in cui viveva un protagonista intellettuale della mia vita, è come un miracolo. Perché le parole, le lettere, le idee, rivivono e realizzano una figura di essere umano, che viveva lì, che è cresciuto lì, che amava lì».

«Quando ero a Trani – continua - pensavo che in quelle vie lui e altri grandi ebrei camminavano, pensavano. Nel Medioevo in tutta l’Europa il 90% della popolazione era analfabeta, ciò era anche la fonte del potere della Chiesa. Simultaneamente, nella comunità ebraica, il 90% sapeva leggere e scrivere. Essere nella Sinagoga antica mi ha fatto molto emozionare perché sono uno storico e vivo la mia vita in almeno due dimensioni, una sincronica come tutti e una diacronica. E in Italia è molto facile per me, è come in Israele, ogni luogo ha una lunghissima storia, ci sono radici molto profonde».


Ad Amendola, sede del 32° Stormo, dal 7 giugno e fino a ieri, si è svolta l’esercitazione «Falkon Strike» che ha visto impegnati F-35 di Stati Uniti, Israele, Italia e Gran Bretagna. «È stata la prima volta che gli F-35 hanno lasciato Israele e sono qui. Per me è un grande segno dei rapporti profondi, intimi, tra Israele e l’Italia, nella Difesa, nella cyber-security, nell'intelligence – spiega Dror Eydar - Ai comandanti, ai piloti, e ai team israeliani ho detto che non lontano di qua c’è la spiaggia pugliese dove, nel 70 d.C., arrivarono i prigionieri di Sion, i prigionieri di Gerusalemme, e iniziarono il viaggio a Roma per la marcia dell’umiliazione voluta dall'Impero Romano e riportata nell’arco di Tito.

Così come qui sono arrivati i prigionieri dell’Olocausto che i coraggiosi pugliesi aiutarono a tornare a casa. Ma ho detto ai piloti: se avessimo potuto chiedere a uno dei prigionieri “qual è il tuo sogno?”. La risposta sarebbe stata “tornare a casa”. Lui credeva in questo sogno». L’avete realizzato questo sogno? «Sì. Dopo 2000 anni siamo tornati a casa, ma non abbiamo finito questo percorso storico. Il popolo ebraico torna a casa dopo migliaia di anni e il fatto che adesso i discendenti di questi prigionieri sono venuti qui come rappresentanti della Difesa dello Stato indipendente ebraico è un miracolo. Non è una cosa che possiamo dimenticare».

«Abbiamo tanti progetti che vogliamo condividere con la Puglia e con Bari – spiega l’Ambasciatore – Dall’aerospazio, con un grande progetto con un satellite molto sofisticato che vogliamo sviluppare insieme. Nel campo delle smart-city e smart-mobility ci sono centinaia di aziende israeliane con enormi innovazioni che possono migliorare la vita dei cittadini. Poi c’è l’agricoltura. Anche in Puglia ci sono problemi per la razionalizzazione della risorsa idrica e noi abbiamo nuove cultivar. Poi c'è il capitolo cyber: la digitalizzazione delle città ci ha aiutati anche per fare le campagne vaccinali anti-Covid più velocemente. Vogliamo anche avviare una collaborazione con la Regione Puglia e la città di Bari per la sicurezza interna. In questo periodo tutta la civiltà occidentale si confronta con minacce nuove e dobbiamo essere preparati. E Israele ha enorme esperienza».

Nel suo Paese molto è cambiato in questi giorni. Dopo 12 anni, Netanyahu ha ceduto il potere al neo presidente Naftali Bennett. «Siamo una democrazia viva – commenta l’Ambasciatore – l’unica democrazia del Medioriente».

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