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In Puglia e Basilicata

Dopo le regionali

Giunta Puglia, il giallo del voto su Rousseau «Non c’è ancora una data»

Giunta Regione Puglia, Emiliano apre i 5S (divisi) tentennano

In ballo c'è la delega al Welfare della giunta Emiliano che, èper il momento, il governatore ha tenuto per sé la delega in attesa che evolva la querelle interna ai 5S e si possa sciogliere il nodo

23 Novembre 2020

Michele de Feudis

Il M5S non ha ancora fissato la data per la votazione dell’ipotesi di alleanza con Michele Emiliano in Puglia. Ieri sera i consiglieri regionali del Movimento confermavano che non è stata fissata la votazione sulla piattaforma Rousseau e così il giallo dell’appuntamento digitale - annunciato dal capo politico Vito Crimi e mai concretizzato - avrà una nuova appendice questa settimana. In ballo non ci sono solo le geometrie politiche di dem e pentastellati ma soprattutto la delega al Welfare della giunta Emiliano: si tratta di un settore strategico nella gestione solidarista della crisi scaturita dalla pandemia e delle ataviche problematiche legate a disoccupazione e povertà nel Mezzogiorno. Al momento Emiliano ha tenuto per sé la delega, ma è una condizione che non sarà definitiva: il governatore attende che evolva la querelle interna ai 5S e si possa sciogliere il nodo dell’ingresso dei grillini nel primo governo regionale in Italia.

Il punto sulla contesa lo fa con la Gazzetta Gian Mauro Dell’Olio, senatore del M5S e facilitatore: «La fissazione della data per il voto è una decisione del capo politico. Non ho ulteriori informazioni. Sono giorni intensi tra legge di bilancio e lavoro a Palazzo Madama sui ristori. Emiliano ha fatto la giunta, ha mantenuto la delega del Welfare. Una cosa è certa: le votazioni sulla piattaforma Rousseau devono essere annunciate 24 ore prima». Il tema dell’ingresso o meno nell’esecutivo emilianista sta però diventando un tormentone nei palazzi della politica regionale: «Credo che i pugliesi siano interessati alla lotta al Covid e ai problemi nazionali, meno a chi va in giunta. Detto questo, se venisse chiusa rapidamente questa partita, sarebbe un pensiero in meno». Poi aggiunge: «Ho apprezzato che non si sia votato prima degli Stati generali. Il capo politico potrebbe anche decidere di non porre in votazione la questione, a norma di statuto. Crimi è oltremodo attento al Movimento e perciò ha incontrato i consiglieri regionali, i parlamentari e ha annunciato il voto su Rousseau. Ora sta meditando la vicenda», conclude Dell’Olio, contrario all’ingresso in maggioranza dei cinque consiglieri regionali.

La votazione su Rousseau è stata anche oggetto di un polemico post di Antonella Laricchia, consigliere regionale e candidato governatore nelle elezioni di settembre (ostile alle intese): la pasionaria di Adelfia ha adombrato la presenza di «manovre oscure» nella vicenda e ha evidenziato che «non si è andati fino in fondo», riferendosi alla formulazione del quesito sulla piattaforma. La diatriba pugliese, però, corre il rischio di diventare il terreno di scontro tra le varie anime del movimento, con i governisti vicini a Crimi e Di Maio da un lato, e gli identitari che si riconoscono in Di Battista (e nella Laricchia) dall’altro. Finora quattro consiglieri regionali (Cristian Casili, Grazia Di Bari, Rosa Barone e Marco Galante) si sono detti favorevoli ad accordi con la sinistra, isolando così la Laricchia.

Giovanni Procacci, consigliere politico di Emiliano, non immagina una attesa troppo lunga per sciogliere il nodo-giunta: «Sarà concesso un tempo ragionevole al Movimento per pronunciarsi. Possiamo attendere massimo altri dieci giorni. Non si può certo arrivare a Natale». In caso di rifiuto del M5S, l’assessorato al Welfare andrà al Pd.

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