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Bari, cercasi reclute contro il Covid 19: è caccia ai nuovi medici

Dall'inizio della pandemia solo al Policlinico sono arrivate 500 unità in più

Policlinico Bari, cercasi reclute contro il Covid 19: è caccia ai medici

BARI - Ci siamo compiaciuti per aver vinto una battaglia, ma la tregua è durata lo spazio di un’estate. La guerra, detto fra i denti, è ancora in corso. In piena seconda ondata, con i posti letto sempre limitati (e un’area Covid approntata e smantellata nell’ospedale di riferimento del capoluogo...) si è messo in moto, anche in previsione di una terza recrudescenza nei prossimi mesi, il reclutamento del personale medico, decisione da prendere forse già in tempi meno critici (ma certamente sospetti). In provincia di Bari sia l’azienda ospedaliero universitaria sia l’azienda sanitaria locale stanno lavorando a pieno regime per trovare specialisti e specializzandi che possano impedire al sistema sanitario di collassare.

POLICLINICO - Al Policlinico il numero di assunti per la Covid ad oggi è di 54 unità: 15 medici nel reparto di Anestesia e rianimazione, 5 a Malattie dell’apparato respiratorio, 4 a Malattie infettive, 7 a Medicina interna, 4 a Radiodiagnostica e la restante parte in altre unità operative. A queste risorse vanno aggiunte altre 284 figure professionali, a cominciare dagli infermieri (253) per proseguire con gli assistenti sanitari (7), i tecnici di laboratorio (13), i biologi (9) e i farmacisti (2). Sono in corso anche le procedure per il reclutamento di 2 medici da destinare a Igiene, 5 a Chirurgia generale, 6 a Cardiologia, più 7 assistenti sanitari. Sono aperti avvisi per operatori socio- sanitari (circa 20) e personale da aggiungere a vario titolo in Anestesia e rianimazione, Nefrologia, Malattie infettive, Ostetricia e Pneumologia. Infine, con l’av - viso pubblico dedicato, verranno ingaggiati altri 80 infermieri. «Il Policlinico si è attivato in tempi brevi con diverse procedure per chiamare in servizio personale medico, infermieristico e tecnico - dichiara la direttrice amministrativa Tiziana Dimatteo -. Siamo consapevoli, infatti, che questa pandemia si affronta solo attraverso un importante investimento sulle risorse umane. Tra i contratti già firmati e quelli che firmeremo nei prossimi giorni arriveremo a quota 500 unità di personale aggiuntivo per il Covid ».

ASL - Anche la Asl sta procedendo. Oltre al tentativo di richiamare i medici in quiescenza (hanno risposto all'appello solo in 15), sul fronte ospedaliero c’è necessità di integrare soprattutto il personale delle Terapie intensive, per il quale è scaduto il bando a mezzanotte di mercoledì sia per gli specializzandi (incarico a tempo determinato di sei mesi, salvo proroghe) sia per gli specializzati (incarico a tempo determinato di tre anni). A breve sarà disponibile il numero delle domande di partecipazione. Sul fronte della prevenzione sono due gli avvisi (scaduti) attraverso i quali si cerca di potenziare l’attività del Dipartimento di prevenzione: uno per il reclutamento di medici non specialisti (non essendoci state adesioni di medici specialisti e specializzandi), da impiegare anche per le esigenze delle unità operative Covid e post Covid, e uno (regionale) per le Usca (le unità di continuità assistenziale) che sono in sofferenza (coinvolti i medici titolari e i sostituti di continuità assistenziale, i medici in possesso dell’attestato di formazione specifica in medicina generale non inseriti in graduatoria regionale, i medici che frequentano il corso di formazione in medicina generale, compatibilmente con la frequenza dei seminari, i laureati in medicina abilitati e iscritti all’ordine di competenza, i medici di medicina generale già titolari di incarico a tempo indeterminato e determinato, i medici specialisti ambulatoriali, già titolari di incarico a tempo indeterminato e determinato). Per l’attività al Dipartimento di prevenzione l’incarico dei non specialisti è regolato secondo i canoni del lavoro autonomo (40 euro l’ora) fino al 31 marzo. I medici delle Usca opereranno in regime libero professionale (18 ore settimanali, 40 euro l’ora). In provincia di Bari è previsto un numero di Usca fino a 25 (una ogni 50mila abitanti). Ad oggi, con 61 medici (numero che potrebbe triplicare), ne sono attive 9 (due al Cto di Bari, Altamura, Bitonto, Gioia del Colle, Grumo, Monopoli, Palo e Triggiano). Nel frattempo, sono giunte alla Regione, attraverso le Asl, anche le opzioni di medici di medicina generale (saranno 270) e pediatri (42) per la somministrazione dei tamponi rapidi. Ma non si partirà prima di dicembre.

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