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In Puglia e Basilicata

La mobilitazione

Taranto, sciopero nell'ex Ilva: «Adesioni oltre il 75%». Mittal smentisce: «solo il 36%». E a Roma si tratta

Ex Ilva, oltre 700 esodi: per nuove assunzioni valutate esperienza, anzianità e carichi di famiglia

Per i sindacati: È una risposta forte a multinazionale. Il governo dia segnale su salute-lavoro»

04 Luglio 2019

Redazione online

TARANTO - Per i sindacati ha scioperato il 75% degli operai di ArcelorMittal, ma per l’azienda ha scioperato il 36% dei dipendenti, impiegati inclusi. E’ ampio il divario tra le due realtà - quasi al 40% - nel quantificare le adesioni allo sciopero indetto oggi al siderurgico di Taranto, nel giorno dell’incontro al Mise tra il vicepremier Di Maio e i vertici dell’acciaieria.
Dopo la diffusione dei dati aziendali - frutto di un puro 'calcolo matematico' tra tutte le componenti del lavoro in ArcelorMittal, come spiegano in azienda - i sindacati Fim, Fiom e Uilm protestano a Taranto con una nota in cui ribadiscono: «Il dato vero è che tra gli operai l’adesione allo sciopero è stata altissima tanto da fermare gli impianti, comprese le acciaierie». E insistono: «i dati dell’azienda sono falsati da più fattori e la dimostrazione è il fatto che oggi gli impianti erano completamente fermi».
La diatriba è annosa, sottolinea Giuseppe Romano della Cgil Puglia: tra gli elementi che i sindacati hanno considerato, spiega, c'è che gli impiegati del siderurgico, a differenza degli operai, hanno sempre scioperato molto poco ("stavolta forse al 10%, ma non abbiamo i dati, li abbiamo chiesti all’azienda e ancora non li abbiamo ricevuti").

Inoltre, come sottolinea la nota di Fim-Fiom-Uilm, le percentuali aziendali comprendo le cosiddette 'comandate', ovvero «lavoratori addetti alla salvaguardia degli impianti e non alla produzione": si tratta, spiega Romano, «di 6-700 lavoratori che non possono smettere di lavorare perché devono tenere accesi gli altoforni». Per i sindacati, dunque, le 'comandatè non possono entrare nel conto di chi non intende aderire allo sciopero.

L'INCONTRO - L'a.d. di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde , con l’A.d. ed il Country Head di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl e Samuele Pasi, sono stati al ministero del Lavoro per un incontro con il ministro e vicepremier Luigi Di Maio. Sullo sfondo, ed in vista del tavolo con azienda e sindacati convocato per il 9 luglio al ministero dello Sviluppo, i nodi da sciogliere sul futuro dell’acciaieria di Taranto e il tema della cassa integrazione. Il meeting è stato all’insegna di una stretta riservatezza al ministero del Lavoro sull'acciaieria ex Ilva di Taranto. I vertici per l’Europa e per l’Italia di ArcelorMittal hanno avuto un colloquio di poco più di un’ora con il ministro e vicepremier Luigi Di Maio. Al momento nessun commento.

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