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Maglie, 95enne muore e lascia 3mln all'Asl: «Usateli per ospedale dedicato a mio fratello»

Maglie, 95enne muore e lascia 3mln all'Asl: «Fatene un ospedale dedicato a mio fratello»

Vita Carrapa

La signora Vita, deceduta lo scorso 15 febbraio, nomina erede universale l’Asl di Lecce, perché realizzi, sul territorio di Maglie, una struttura di cura ed assistenza dedicata al fratello

01 Giugno 2019

Camillo De Donno

MAGLIE - Tre milioni di euro per il nuovo ospedale del Sud Salento, già pronti perché siano subito spesi, sono il concreto gesto di liberalità voluto da Vita Carrapa in ricordo suo, del fratello Paolo e delle sorelle. Nel testamento la signora Vita, deceduta lo scorso 15 febbraio all’età di 95 anni, nomina erede universale l’Asl di Lecce, perché realizzi, sul territorio di Maglie, una struttura di cura ed assistenza. La stesura del testamento risale al dicembre 2009, epoca in cui si iniziava a parlare del nuovo ospedale.

Da lì l’idea della signora Vita di contribuire alla sua realizzazione. La storia degli antefatti è narrata da Antonio Giannuzzi, in quegli anni funzionario della banca Tamborino e persona di fiducia di Paolo Carrapa che raccomandò alla sorella di rivolgersi a lui per essere consigliata. “La testatrice – ricorda Giannuzzi-, esaudendo anche la volontà delle sorelle Maria Antonietta e Maria Nicolina e, soprattutto, del fratello Paolo, deceduto nel 2004, si rivolse a me, perché ero stato indicato dallo stesso fratello Paolo come “persona della quale fidarsi”. Fu così che la signora Vita mi espresse il desiderio di utilizzare l’intero patrimonio di cui disponeva “per aiutare chi aveva più bisogno”. Ricordando i tempi difficili della giovinezza sua e dei fratelli, mi chiese di consigliarla su come adempiere a questo desiderio in modo sicuro e discreto”.

Paolo Carrapa aveva operato nell’ambito dell’estrazione e della commercializzazione del marmo di Carrara e proprio grazie a quel lavoro aveva conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie, proprietaria di una cava. Rimasto vedovo tornò a Maglie dove, insieme alle due sorelle, condusse una vita tranquilla e senza sprechi in anni in cui la gestione del capitale che gli veniva dall’alienazione della cava di marmo, fu gratificante. Da quegli investimenti, consigliati da Giannuzzi, la crescita del patrimonio di famiglia che ha raggiunto i tremilioni di euro anche grazie al reinvestimento degli interessi via via maturati. Antonio Giannuzzi, ricordando il gesto di Vita Carrapa, lo paragona a quelli di Francesca Capece, Michela Tamborino e Concetta Annesi. Pure loro donne e benefattrici. Dopo di loro e prima di Vita, a Maglie ce ne sono state altre come Angelina Amodeo e Claudia De Lorentis, purtroppo le loro volontà non sono andate a buon fine, così come dopo molti decenni di effettivo utilizzo pubblico, il patrimonio immobiliare di Concetta Annesi sembra ora essere in abbandono.

I beni di Annesi ed Amodeo furono trasferiti dall’amministrazione comunale all’Ispe (Istituto servizi alla persona per l’Europa). Anche nel caso dell’eredità Carrapa, l’Ispe potrebbe giovarsi dei tremilioni in contanti, se la Asl non dovesse utilizzare il lascito entro cinque anni dalla pubblicazione del testamento perché nel testamento è prevista questa seconda opzione in caso di mancato rispetto dei tempi stabiliti. Al proposito Antonio Giannuzzi dichiara: “La consistenza del lascito, ci obbliga ad una vigilanza accorta, affinché le volontà della testatrice abbiano concreto soddisfacimento”. Lo stesso Giannuzzi ha ufficialmente informato della donazione i consiglieri comunali.

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