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Ulivi a rischio

Xylella alle porte di Bari: è allarme in sette comuni

La «zona cuscinetto» è stata estesa fino a Conversano. I sindaci scrivono al Ministero: «fate in fretta con le misure di prevenzione dell’infezione»

xylella

BARI - Xylella alle porte di Bari: i sindaci dei 7 Comuni (Monopoli, Alberobello, Locorotondo, Castellana Grotte, Noci, Conversano e Polignano a Mare) inseriti nelle zone cuscinetto e di contenimento chiedono al Ministero per le Politiche agricole e alla Regione Puglia «l’esecuzione delle misure di contenimento del vettore nei tempi e modi previsti dalla normativa su tutti i terreni di proprietà comunale». Le organizzazioni di categoria osservano invece con attenzione l’azione della Procura di Bari sull’ulivo infetto di Monopoli. Soddisfatto per l’autorizzazione concessa all’incappucciamento dell’albero infetto di contrada Caramanna il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia: «Ringraziamo la Procura di Bari che di fatto ha autorizzato l’operazione. Assisteremo l’agricoltore nelle procedure formali perché vanno comunicate preventivamente e nel dettaglio tempistica e modalità per l’apposizione del telo anti insetto, al fine di evitare la propagazione del batterio ad opera degli insetti vettori fitomizi».

Anche la società cooperativa PugliaOlive aderente a Unaprol si è messa a disposizione per fornire gratuitamente all’agricoltore la rete anti insetto, con la relativa messa in opera. «Non conosciamo i tempi del sequestro probatorio e dell’attività investigativa della Procura di Bari - aggiunge Muraglia - per questo abbiamo chiesto di incappucciare l’albero, perché oggi la sputacchina non c’è, ma le forme giovanili inizieranno a presentarsi già dall’inizio di febbraio e così, al primo apparire degli insetti, non ci sarà alcuna fonte di inoculo».

Avanza intanto inesorabile la Xylella fastidiosa che in 5 anni ha infettato 770mila ettari di oliveti in Puglia, denuncia Coldiretti Puglia, arrivando nel barese. «L’ennesima richiesta di informazioni dell’UE sul sequestro dell’albero infetto a Monopoli impone, anche per scongiurare la procedura di infrazione, l’immediata definizione di linee guida chiare che non lascino spazio ad interpretazioni e consentano di superare i blocchi all’abbattimento delle piante anche nelle aree tutelate. In caso contrario, altro che semplificazione, visto che il ricorso alla giustizia amministrativa regionale del Tar o alle Procure fa il paio con gli ostacoli burocratici all’espianto degli alberi secchi per le imprese che intendono darsi un futuro con il reimpianto. Anche i due emendamenti regolarmente approvati nelle manovre nazionale e regionale rischiano di restare episodi legislativi da cancellare con un colpo di spugna o ignorare perché ritenuti frammentari», conclude il presidente Muraglia.

Confagricoltura Bari condivide, invece, il contenuto della lettera firmata dal portavoce dei Gilet arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli (chiede una accelerazione dei tempi di indagine per arrivare in primavera, stagione in cui prolifera la sputacchina, pronti seriamente a combattere il batterio) indirizzata al procuratore capo della Procura di Bari, Giuseppe Volpe. «È tuttavia necessario – evidenzia in una nota Michele Lacenere, presidente di Confagricoltura Bari - che l’inchiesta penale si svolga in tempi quanto più rapidi perché anche un solo ulivo infettato dalla Xylella può provocare danni incalcolabili».

Cresce intanto la preoccupazione nei Comuni. A Mola di Bari, città della pregiata Cima di Mola, il consiglio comunale riunito in seduta straordinaria ha deliberato «di impegnare la giunta comunale ed il sindaco ad intervenire con forza e decisione presso il governo nazionale e la Regione Puglia, affinché con provvedimenti straordinari e con misure efficaci mettano in atto un sistema di arresto dell’avanzamento verso nord del batterio». L’assemblea chiede «risorse finanziarie adeguate da destinare anche agli agricoltori e ai vivaisti che stanno subendo danni a causa della fitopatia oltre le misure, i provvedimenti e le attività atte a bloccare l’avanzamento della Xylella, pienamente operativi entro l’inizio del nuovo ciclo di sviluppo dei vettori».

«L’eradicazione, se necessaria, anche degli ulivi monumentali presenti nel barese – dichiara Alfonso Guerra, direttore della Copagri Puglia – può essere decisiva per contrastare seriamente la diffusione del batterio. Bisogna fare tutto il possibile per contrastare il vettore ed evitare che venga infettato anche il barese. Innanzitutto bisogna procedere con le operazioni agronomiche, arature, potature e utilizzo dei fitosanitari per eliminare la sputacchina, che vanno fatte non solo nelle zone cuscinetto ma in tutta la regione. Anche i sindaci sono chiamati a collaborare intervenendo sui terreni pubblici e demaniali e con ordinanze che impongano alle aziende agricole le direttive del Decreto Martina recepito dall’Osservatorio fitosanitario regionale. A loro disposizione ci sono i fondi del Por (Piano operativo regionale) Fesr: prevede interventi di bonifica e riqualificazione delle aree verdi degradate».

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