Il caso

Xylella curata con rame e zinco Inchiesta sul "metodo Scortichini"

Massimiliano Scagliarini

Il commissario del Crea: «Stiamo verificando possibili strumentalizzazioni»

Il Crea ha aperto una indagine interna sul ricercatore Marco Scortichini, il batteriologo che ha proposto una cura per la Xylella a base di rame e zinco su cui gli scienziati sono molto divisi. Lo ha annunciato ieri il commissario straordinario del Consiglio per la ricerca in agricoltura, Salvatore Parlato, ascoltato in commissione Agricoltura della Camera nell’ambito dell’inchiesta conoscitiva sul batterio killer degli ulivi.

«C’è un ricercatore del Crea che con altri ha brevettato un prodotto venduto come soluzione», ha detto il deputato grillino Gianpaolo Cassese, imprenditore agricolo di Grottaglie: «Vorrei chiedere se questa soluzione è stata verificata e se associare la vendita di un prodotto al nome del Crea non sia un problema di immagine». «Nel caso specifico - ha risposto Parlato - il Crea sta verificando i comportamenti eventualmente strumentalizzati o non strumentalizzati possano compromettere il ruolo dell’ente». Tuttavia Parlato ha definito Scortichini «un pregevole ricercatore che fa attività di ricerca allineata» con gli obiettivi del Crea.
Sul ruolo di Scortichini e sulla sua ricerca, finanziata dalla Regione, nei mesi scorsi si sono sviluppate enormi polemiche: secondo altri ricercatori, tra cui quelli del Cnr, la sperimentazione dell’aerosol di rame e zinco proposto da Scortichini sarebbe stata svolta in maniera non corretta e su un ceppo di Xylella diverso dalla Fastidiosa. «Nessuno - ha spiegato Pio Federico Roversi, direttore del Centro di ricerca Difesa e sperimentazione - può chiedere a un medico delle piante di non fare tutti i tentativi, tutte le sperimentazioni per farle sopravvivere. Anche quelle sperimentazioni che sono state citate dall’onorevole Cassese vanno in questa direzione e devono essere verificate».
Il Crea ha illustrato una sperimentazione che utilizza nanoparticelle ottenute dal guscio dei crostacei. È uno degli otto progetti in corso (si chiama Fata) ed è basato sull’uso di sostanze naturali: il guscio dei
crostacei e sottoprodotti della lavorazione del melograno che vengono inglobati all’interno di nanoparticelle. «L’obiettivo - ha detto Roversi - è portare una molecola naturale con attività battericida all’interno della pianta; il tutto a lento rilascio come succede nella medicina in ambito umano; il problema da superare non è solo contrastare il batterio con la giusta sostanza ma anche farlo arrivare nella modo migliore». La Xylella non è «sulla» pianta, ma all’interno del suo sistema conduttore e quindi estremamente difficile da raggiungere. Tra gli altri progetti di ricerca, il Crea ha citato quelli per riequilibrare i microrganismi del suolo sul quale vive la pianta e il monitoraggio con aereo e droni delle piante apparentemente non ancora infette. «La vera sfida - ha concluso Roversi - è avere un sistema il più precoce possibile che rilevi in tempi rapidi, senza mezzi, distruttivi il killer che c’è ma ancora non si vede». Il commissario Parlato ha poi spiegato che le sperimentazioni ora verranno fatte sul campo, a Monteroni, in una azienda agricola di proprietà del Crea che «verrà riattivata in parte» per attività di ricerca. Nello stesso tempo, però, l’azione di contrasto alla diffusione del batterio «non può non prendere in considerazione le eradicazioni».
«È importante - ha commentato Cassese - intervenire subito a sostegno del territorio, ma anche di tutti i produttori agricoli d’Italia visto che in cinque anni gli ettari di oliveti colpiti da 8.000 sono saliti a 170 mila, modificando drammaticamente anche l’aspetto del paesaggio pugliese». Il deputato tarantino ha anche sottolineato «i ritardi di molti enti, tra cui la Regione», ed ha ribadito che la priorità è «tutelare una regione come la Puglia, che con la sua tradizione olivicola ha reso il nostro Paese famoso nel mondo». E proprio per parlare di Xylella, ieri sera il governatore Michele Emiliano ha incontrato a Bisceglie il ministro Gianmarco Centinaio, in Puglia per partecipare a Digithon.

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