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Puglia, scoperti i furbetti dell'incentivo: 4 maxitruffe sui fondi del ministero per lo Sviluppo

Cinque delle 40 irregolarità complessive sono avvenute a Bari, Foggia (2), Lecce e Brindisi

Finanza

BARI - Contributi pubblici destinati alla creazione di nuova occupazione finiti in realtà nelle tasche degli imprenditori, spesso con l’utilizzo di fatture false. Gli incentivi per le tv locali, che dovrebbero favorire il pluralismo e l’assunzione di giornalisti ma poi alimentano scatole vuote. Un fiume di denaro partito dal ministero dello Sviluppo economico e intercettato dalla Finanza, che anche in Puglia ha scoperto numerose truffe: tra contratti di programma e finanziamenti di Invitalia destinati alle Regioni dell’obiettivo convergenza, le Fiamme gialle hanno scoperto quattro irregolarità (sulle 24 rilevate a livello nazionale) per quasi 30 milioni di euro.

È il caso, per quello che riguarda i fondi di Invitalia, di una società barese del settore dolciario. La Finanza, sulla base delle segnalazioni del ministero, ha scoperto che l’incremento dell’occupazione era fittizio. Il titolare non aveva fatto altro che licenziare i propri operai per farli riassumere da una seconda società, intestata al figlio, così da percepire le agevolazioni in materia di mobilità. La prima prima società aveva invece acquistato macchinari a prezzi gonfiati, con matricole contraffatte e falsi certificati di conformità: una presunta truffa da 6 milioni di euro che ha portato alla denuncia dei responsabili. Un altro caso di irregolarità con i contributi Invitalia è stato scoperto nel Brindisino, per un importo di 400mila euro, con l’utilizzo di fatture false per circa mezzo milione di euro: sono quattro le persone denunciate.

Le verifiche del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie (lunedì il «Sole 24 Ore» ha anticipato i dati nazionali sull’operazione) hanno riguardato, come detto, anche i fondi destinati ai contratti di programma e in particolare quelli relativi al settore del turismo, con la realizzazione di nuove iniziative. Su questo fronte, nel Barese, sono due le operazioni irregolari (sulle 21 rilevate a livello nazionale), per circa 21,5 milioni di euro di contributi: tre le persone denunciate. Un altro caso, scoperto a Battipaglia, ha fatto emergere il tentativo di far scomparire un intero villaggio turistico: dopo aver percepito i contributi statali e subito prima del fallimento, i proprietari hanno trasferito la proprietà del bene a una società con sede in provincia di Potenza.

C’è poi il fronte dei contributi alle emittenti private, su cui la Puglia continua ad essere molto debole in relazione ai controlli. Sono infatti 5 (uno a Bari, uno a Brindisi, uno a Lecce e due a Foggia) i casi di irregolarità sui 40 accertati a livello nazionale, per un importo complessivo di poco inferiore ai 5 milioni di euro e con la denuncia dei rispettivi responsabili. Nel caso di una tv locale di Lecce, che avrebbe percepito irregolarmente 3,6 milioni, il rappresentante legale avrebbe indicato un numero superiore di dipendenti e di giornalisti rispetto a quello reale, ed avrebbe dichiarato falsamente di essere in regola con i contributi previdenziali e assistenziali.

A Foggia, invece, una emittente che faceva capo ad una associazione no profit avrebbe «posto in essere operazioni commerciali che hanno comportato la diminuzione dei ricavi indicati nella domanda e, di conseguenza, del punteggio in graduatoria». Per casi simili a questi, a livello nazionale, la Finanza ha anche proceduto alla denuncia dei responsabili dei Corecom che avrebbero dovuto verificare le domande presentate. Da quest’anno, come noto, la responsabilità è tornata direttamente in capo al ministero.

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