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La vicenda del club biancorosso

Calcio, con i baresi c’è Cairo
In campo Blasi: le società sono 4
Lotito conferma il suo interesse

Il presidente della Lazio pronto a costituire una nuova società. E da Manduria Blasi fa nascere l'Asd Bari calcio. Radizzani-Napoli, addio

Urbano Cairo

BARI - Calma piatta? Macché. Siamo entrati nelle quaratott’ore decisive per il futuro del Bari. Domani sera suona il gong, chi c’è dovrà fare un passo concreto. Prima che il sindaco Antonio Decaro sciolga definitivamente le riserve e scelga il progetto più serio e credibile (pare che nelle ultime ore ci possa scappare qualche soluzione last minute).

Calma piatta, dicevamo. Nemmeno l’ombra visto che la questione societaria è in piena evoluzione. Ci sono le tre società create dal gruppo di imprenditori baresi guidati dai professionisti Gianvito Giannelli, Marcello Danisi e Gianni Di Cagno, dal patron del Bisceglie Nicola Canonico affiancato da Vito Laruccia e dal gruppo che fa capo all’avvocato Monachesi. Ma, come in tutte le storie più belle, alla fine spunta quasi sempre il fattore sorpresa. Che ha un nome e un cognome: Urbano Cairo. Sì, proprio il presidente del Torino e l’editore del gruppo Rcs. La conoscenza con i fratelli Ladisa lo ha spinto a garantire massima collaborazione alla cordata barese e a confrontarsi (direttamente o indirettamente) con il sindaco. Collaborazione tecnica, giocatori in prestito, tanto per essere chiari.

Almeno per ora Cairo non entrerà a far parte della compagine societaria ma si limiterà a garantire alla Ss Bari 1908 gli strumenti per una efficace organizzazione e strutturazione del club. Verranno individuati gli uomini giusti per costruire una squadra in grado di vincere subito. E al Bari verrà «regalato» un nome di prestigio. Meglio, di caratura... nazionale. Con profondi legami sul teritorio. Proprio mentre sono stati contattati i primi direttori sportivi: Matteo Lauriola (ex Carpi), Pietro Fusco (ex Spezia) e il pugliese di Manfredonia, Peppe Di Bari, che ha fatto un buon lavoro a Foggia.

In queste ore si è parlato tantissimo di un altro personaggio assai noto nel panorama nazionale, Claudio Lotito. Il patron della Lazio e della Salernitana è convintissimo che l’operazione Bari rappresenti un’occasione da non perdere. E non a caso si è mosso già con una certa decisione lasciando intendere di essere disposto a robusti investimenti pur di tirare fuori la squadra dalle sabbie mobili di un calcio di secondo piano, inaccettabile per una piazza come Bari. Lotito è un dirigente che ha già dimostrato di saperci fare e che ha le capacità economiche, strutturali e di contenuti tecnici per creare un progetto solido.

L’impressione, però, è che a Palazzo di Città questa opzione abbia raccolto una certa freddezza.
Resta abbastanza misteriosa la posizione di Radrizzani. Il patron del Leeds, che già si era avvicinato al Bari quando si trattava di garantire la ricapitalizzazione ed evitare l’onta del fallimento, non è ancora convinto di lanciarsi in questa avventura frenato dalle possibili reazioni dell’ambiente inglese al suo nuovo impegno imprenditoriale. Al suo fianco, però, c’è un personaggio abbastanza deciso e risoluto, l’ingegnere barese Napoli. Sono ore frenetiche e sullo sfondo resta nitida la «sagoma» di una grande famiglia di imprenditori baresi, gli Amenduni. Un’altra garanzia di «forza» e affidabilità. L’ultima parola, evidentemente, spetterà a Radrizzani. Di tempo, ormai, ne è rimasto pochissimo. Domani scade il bando. E già oggi è possibile che si possa avere un quadro definitivo dei pretendenti. Tre progetti, più le opzioni Lotito e Radrizzani.

Con la sensazione che l’affondo di Urbano Cairo possa rivelarsi un’azione determinante. Il patron del Toro ha un bell’asso da giocarsi. Si tratta di capire cosa ne penseranno Antonio Decaro e i suoi più stretti collaboratori. In questa «partita» il sindaco si gioca tantissimo. Ha bisogno di intuizione e anche un pizzico di fortuna. Proprio come quando c’è un pallone che rotola.

BARI, C'E' ANCHE BALSI DI MANDURIA - C'e un nuovo pretendente per il Bari da rifondare dalla D: è l’imprenditore di Manduria (Taranto) Luigi Blasi, con esperienze sportive negli anni passati nel Taranto. Blasi ha costituito e affiliato alla FIGC la Asd Bari calcio e entro domani presenterà il progetto sportivo al comune di Bari.
«Da pugliese, appassionato di calcio, è mia intenzione - scrive in una nota Blasi - intraprendere questa nuova iniziativa a Bari con intenti esclusivamente sportivi. Le mie aziende, leader nella produzione di macchine agricole, distribuiscono e sono affermate a livello internazionale. Forte dell’esperienza acquisita nel settore calcistico, con precedenti stagioni vissute da presidente, intendo gestire in prima persona». «Non vengo a Bari - rileva - per speculare economicamente, ma con l'unico intento di portare la Asd Bari calcio sui palcoscenici che la città merita. Faccio questo spinto dalla passione, per il calcio, che sempre mi ha animato. Il calcio è passione, non speculazione. Questo è il mio motto».
«Come ho già avuto modo di rappresentare nelle sedi opportune, il mio progetto è pronto a decollare, con ambizioni di primato, dalla serie D, ma anche dalla Lega Pro ove la Figc, con un provvedimento straordinario e in presenza di carenza di organico, riaprisse i termini e ritenesse giusto ammettere il Bari alla disputa del campionato in quella categoria», conclude Blasi.

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