l’inchiesta

Foggia, dall’autopsia le verità sull'omicidio di Dino Carta. E oggi un corteo per chiedere giustizia

filippo santigliano

A sette giorni dall’omicidio la procura è ancora alla ricerca del killer: al setaccio le 270 telecamere sul percorso

Sarà conferito oggi dal pm Giuseppe Mongelli l’incarico per eseguire l’autopsia su Dino Carta il personale trainer di 42 anni assassinato a colpi di pistola a Foggia il 13 aprile sera mentre portava a passeggio il suo cane a pochi passi dalla sua abitazione in via Caracciolo, tra la piazza della parrocchia di San Giuseppe Artigiano e lo stadio Zaccheria. Sempre oggi sarà eseguito l’esame utile per chiarire con precisione anche la dinamica dell’agguato ai danni dell’uomo incensurato, sposato e padre di due bambine. Conclusa questa fase la procura dovrebbe concedere il «nulla osta» per i funerali del 42enne foggiano che si svolgeranno domani pomeriggio nella Chiesa del Santissimo Salvatore in via Napoli. Ieri molti cittadini hanno deposto fiori sul luogo del delitto, mentre stasera alle 20 ci sarà un sit in dedicato ad Annibale Carta con un corteo che da via Caracciolo raggiungerà piazza XX settembre, dove si trova la chiesa di San Francesco Saverio e dove il personale trainer svolgeva attività di volontariato.

Nel frattempo i carabinieri del Comando provinciale di Foggia, coordinati dalla Procura, continuano le indagini nel massimo riserbo. L’attività di ricerca attraverso le immagini di telecamere di videosorveglianza starebbe interessando un’ampia parte della città di Foggia, estendendosi anche alle aree periferiche. Le telecamere pubbliche per la sicurezza urbana a Foggia - e che sono condivise in una sala operativa della Questura e della Polizia locale - sono in tutto 270. Agli impianti pubblici si aggiungono quelli privati. Le immagini di qualsiasi attività commerciale, condomini, persino cantieri in costruzione, infatti, sarebbe al centro delle attività investigative. Le indagini si starebbero concentrando su una figura completamente irriconoscibile con il capo coperto da un cappuccio nero a bordo di una bici (anche se dal fermo immagine sembra più un monopattino) di cui si perderebbero le tracce lungo le strade della città. L’uomo incappucciato è stato «seguito» ed intercettato dalle telecamere in via Massimo D’Azeglio, una strada adiacente a via Caracciolo subito dopo piazza dei Mille, quindi in viale Mazzini e infine in viale Ofanto. Gli investigatori sono all’opera per scoprire altri frammenti utili. Così come si attendono i risultati della perizia sull’audio intercettato da una telecamera in via Caracciolo poco prima dell’esplosione dei quattro colpi di pistola. L’audio è all’attenzione dei Carabinieri del Ris.

Una terza pista - ma presa al momento con molta prudenza - riporta le lancette indietro di tre anni (22 ottobre 2023), quando un giovane uomo cadde dall’impalcatura che all’epoca circondava il palazzo in via Caracciolo dove vive la famiglia Carta: sia quella di Dino sia quella del padre. La vittima, che precipitò dal terzo piano, non era residente lì e tutto fu classificato come un incidente. Sul corpo non furono trovati segni di violenza e il caso fu archiviato. Quel decesso - secondo una ipotesi investigativa - potrebbe aver innescato risentimenti nei confronti dei Carta. La famiglia della vittima, dunque, potrebbe aver attribuito a loro la colpa di quell’incidente, anche se non risultano denunce della famiglia della vittima nei confronti dei Carta o della stessa famiglia Carta per presunte intimidazioni o minacce.

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