curiosità

Da San Severo alle cime dell’Himalaya, il sanseverese Leonardo Avezzano fa parte di una missione umanitaria

Angelo Ciavarella

Il filmmaker e storyteller nato nel comune del Foggiano è componente della spedizione internazionale «Rising Dreams – Everest for Gaza» in favore dei bambini che vivono a Gaza

C’è un filo invisibile che collega San Severo alle vette più alte del mondo. Un filo fatto di coraggio, solidarietà e impegno umano. Parte proprio da qui, idealmente, l’impresa che vede protagonista il filmmaker e storyteller italiano Leonardo Antonio Avezzano, impegnato in questi giorni tra le montagne dell’Himalaya per una missione che va ben oltre lo sport. Avezzano è tra i protagonisti della spedizione internazionale “Rising Dreams – Everest for Gaza”, una campagna umanitaria globale che punta a raccogliere 10 milioni di dollari a favore dei bambini della Striscia di Gaza, duramente colpiti dalla guerra. Dalla base operativa di Namche Bazaar, alle pendici del Monte Everest, il team si prepara alla scalata che nelle prossime settimane potrebbe portarli sul tetto del mondo. Ma l’obiettivo non è solo raggiungere la vetta: con loro saliranno simbolicamente anche i sogni dei bambini di Gaza, scritti a mano e affidati a questa spedizione come messaggio universale di speranza. Un gesto capace di trasformare una sfida estrema in un racconto collettivo di solidarietà.

“Se dei bambini che hanno perso così tanto riescono ancora a sognare, allora è nostro dovere aiutarli a far arrivare quei sogni più in alto possibile”, ha dichiarato Avezzano, che documenterà l’intera spedizione attraverso immagini e testimonianze destinate a diventare un documentario. Il suo ruolo è centrale: raccontare al mondo non solo la fatica e il rischio della scalata, ma soprattutto il significato umano di questa iniziativa. Un viaggio che parte simbolicamente dalle storie dei bambini e arriva fino alla vetta più alta del pianeta. La campagna “Rising Dreams” coinvolge alpinisti, storyteller e organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui la Al-Khair Foundation, impegnata nel fornire assistenza medica, supporto psicologico e aiuti concreti ai più piccoli. In un momento storico segnato da conflitti e divisioni, questa iniziativa prova a costruire un ponte tra mondi lontani, ricordando che la solidarietà può superare ogni confine. E c’è anche un elemento che rende questa storia ancora più significativa: Avezzano è tra i pochissimi italiani coinvolti ( se non l’unico) nella spedizione 2026 verso l’Everest. Un motivo di orgoglio, ma anche un’occasione per accendere i riflettori su una causa che riguarda tutti. Dalle strade di Gaza fino alle vette dell’Himalaya, il messaggio è chiaro: i sogni non si fermano, nemmeno davanti alle difficoltà più grandi. E forse, proprio da una montagna così alta, possono arrivare più lontano.

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