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Cerignola, in un terreno confiscata alla mafia nasce una vigna: il progetto Altereco

Attraverso progetti di agricoltura sociale, la cooperativa favorisce l’inserimento lavorativo di persone in situazioni di fragilità, tra cui ex detenuti e migranti sottratti alle maglie del caporalato

Una vigna per produrre uva da vino su un terreno agricolo confiscato alla criminalità organizzata. È il progetto che prende forma su Terra Aut, bene confiscato alla mafia a Cerignola, in provincia di Foggia, gestito da anni dalla cooperativa Altereco.

«Stiamo impiantando una nuova vigna - spiega Vincenzo Pugliese, presidente della cooperativa -. È un lavoro impegnativo, ma necessario per il tipo di attività di agricoltura che portiamo avanti. In questa fase stiamo dissodando la terra per prepararla alla coltivazione. Stiamo realizzando un lavoro accurato. Le analisi del terreno ci aiuteranno ad individuare la varietà di uva da coltivare, a partire dalla radice idonea per quel terreno ed il relativo innesto che ne seguirà. Sicuramente sarà uva da vino bianco, ora capiremo la tipologia. È un matrimonio tra terreno, radici e varietà».

Attraverso progetti di agricoltura sociale, la cooperativa favorisce l’inserimento lavorativo di persone in situazioni di fragilità, tra cui ex detenuti e migranti sottratti alle maglie del caporalato. Tra le sue produzioni, anche il vino Rosso Libero-Michele Cianci, dedicato alla giovane vittima della criminalità organizzata, ucciso il 2 dicembre del 1991 a Cerignola per essersi opposto ad un tentativo di rapina ai danni della sua armeria.

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