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FOGGIA - o stipendio di luglio non arriva, ma guai a chiederlo: si rischia il licenziamento. Li chiamano «volontari» del 118, sono in realtà lavoratori a tutti gli effetti: ma forse è nell’equivoco sin nella loro definizione la leva che permette alle associazioni di «trattenere i soldi che la Asl versa loro regolarmente, decidendo di pagare i dipendenti quando e come vogliono», dice il sindacato Usb che ha proclamato in Capitanata un’agitazione senza precedenti. Sono in sciopero della fame i «volontari» di quattro postazioni (Mattinata, Roseto Valfortore, Castelluccio dei Sauri, Volturara Appula), chiedono garanzie non solo sullo stipendio, ma sul loro futuro che ormai non può essere ancora nelle mani delle associazioni. Confidano nella riforma del servizio di Emergenza-Urgenza, l’agenzia Areu che sta nascendo potrebbe accoglierli in un piano di stabilizzazione già varato ad esempio per i lavoratori ex volontari del 118 del Gargano Nord. Però nessuna garanzia ancora su questo, i «volontari» continuano a brancolare nel buio. E intanto incassano la solidarietà dei consiglieri regionali (d’opposizione). «Faccio appello al presidente Emiliano, perché quello che sta accadendo agli operatori del 118 della provincia di Foggia rischia di creare una frattura sociale profondissima, dice il consigliere Giandiego Gatta che paventa i rischi di un diverso trattamento tra lavoratori. «L'internalizzazione presso la Sanitaservice deve essere realizzata per tutti. Sono sentitamente vicino a tutti i lavoratori del 118 - aggiunge l’esponente politico sipontino - che hanno iniziato lo sciopero della fame: si tratta di soccorritori che lavorano con abnegazione e in condizioni difficili per salvare la vita delle persone e meritano la massima considerazione. A loro esprimo tutta la mia solidarietà e ad Emiliano, in quanto assessore regionale alla Sanità, chiedo un intervento netto, deciso, affinché imponga alla Asl di Foggia di procedere con le internalizzazioni saltate lo scorso mese di giugno».

Si appella a Emiliano anche il consigliere Mino Borraccino: «Siamo vicini agli operatori delle postazioni del 118 da tempo chiediamo per tutto il territorio regionale l’internalizzazione dei servizi che gli operatori e i volontari espletano ormai da molti anni, con poche garanzie. Rivolgiamo dunque un accorato appello al presidente Emiliano - rileva il consigliere tarantino - affinché, a tutela dei medici, degli infermieri, degli autisti, dei soccorritori e non da ultimo dei tanti volontari delle associazioni di volontariato, il disegno di legge di istituzione della Agenzia Areu possa essere celermente approvato dal Consiglio regionale e quindi diventare operativo, al fine di risolvere una vertenza datata e per troppo tempo accantonata».

La protesta andrà avanti a «oltranza» precisa il sindacato Usb, un’assemblea per fare il punto è stata indetta dal sindacato per venerdì a Mattinata, un po’ il fulcro della protesta. L’organizzazione autonoma parla di «percorso estremo» quello promosso in Capitanata per provare a forzare la mano della Regione che ha comunque avviato un percorso di riforma. L’esperienza delle associazioni (e degli infermieri con la partita Iva) sembra ormai irrimediabilmente compromessa in Capitanata e nelle altre province pugliesi dove è attiva la Sanitaservice, la società in house che quindici anni fa ereditò i servizi di soccorritore, autisti, portierato e altre figure dalle Asl. Un’esperienza ancora valida, ma con qualche stortura di troppo ingigantitasi negli anni. Ora è arrivato il momento di correre ai ripari, sono i lavoratori-volontari i primi a volerlo. 

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