esteri
Sulla guerra l’Italia tenga una posizione prudente e aperta a futuri negoziati
La tentazione di «sorpassare» può essere forte, ma anche pericolosa. La prudenza diventa così un investimento sulla stabilità futura, non un freno all’azione
Ottima scelta della Presidente Meloni; c’è troppa confusione in giro. Nel pieno di un conflitto che sta realmente cambiando tutto il mondo geopolitico, con equilibri internazionali assolutamente liquidi, la postura prudente adottata dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si inserisce come punto estremamente fermo. La massima «nel dubbio, non sorpassare» assume qui un significato geopolitico preciso. L’Europa si trova nuovamente al centro di una crisi che coinvolge potenze nucleari, alleanze storiche e nuovi attori globali. In un contesto in cui parole che sembravano tragicamente dimenticate rimbalzano da nord a sud, da est a ovest, la scelta di non accelerare decisioni potenzialmente destabilizzanti appare come un esercizio di responsabilità istituzionale.
Un sistema internazionale in frattura completa, dove appare assolutamente difficile ricomporne i margini; gli eventi producono un processo già in corso: la transizione da un ordine mondiale unipolare a uno multipolare. Studiamo il quadro generale. Gli Stati Uniti sono impegnati su più fronti strategici, dal Medio Oriente all’Indo-Pacifico. La Russia mira a ridefinire la propria sfera d’influenza con occhio ex imperiale.
In Cina, osservano attentamente la crisi, attendendo l’attimo fuggente per rafforzare la propria posizione di mediatore universale. L’Unione Europea, divisa, è in preda a un vero e proprio disordine metabolico. Ecco che la saggezza politica impone: il silenzio è d’oro! Ogni mossa rischia di avere effetti a catena difficili da controllare. La prudenza, come bussola strategica. Non c’è dubbio che questa posizione attendista sia espressione di chiarezza di idee nella diagnosi e nella linea da percorrere.
Ma quello che è importante non è soltanto saper gestire l’ordinario e attendere gli sviluppi; serve anche a saper gestire l’emergenza – urgenza di eventi determinanti, improvvisamente, in varie parti del mondo che, come in medicina, possono determinare disastri immediati, così come in politica. In un momento in cui molti attori cercano visibilità, la moderazione può diventare un valore strategico.
Le decisioni politiche possono avere effetto a catena, quindi è importante agire con cautela. «Wait and see», dicono gli inglesi: la massima incoraggia l'uso della diplomazia e della negoziazione rispetto all'azione militare o alle sanzioni. La tentazione di «sorpassare» può essere forte, ma anche pericolosa. La prudenza diventa così un investimento sulla stabilità futura, non un freno all’azione. Mantenere l’Italia in una posizione utile per eventuali negoziati futuri: la strada maestra!