l'analisi

Trasporti e competitività il futuro del Sud passa dalle infrastrutture

Eugenio Maiorano

Il Mezzogiorno, e in particolare la Puglia, hanno bisogno di una nuova stagione infrastrutturale fondata su programmazione, competenza e capacità di trasformare gli investimenti in risultati concreti per cittadini, imprese e territori

Sul tema dei trasporti servono meno slogan e più scelte chiare. Il Mezzogiorno, e in particolare la Puglia, hanno bisogno di una nuova stagione infrastrutturale fondata su programmazione, competenza e capacità di trasformare gli investimenti in risultati concreti per cittadini, imprese e territori.

La mobilità non può essere considerata un settore separato, ma una leva strategica di sviluppo economico, coesione territoriale e competitività. Per questo è indispensabile rafforzare il sistema ferroviario, migliorare l’integrazione tra ferro, gomma, porti e aeroporti, investire nella sicurezza e nella digitalizzazione delle reti e costruire una governance più efficace, capace di collegare infrastrutture nazionali, trasporto regionale e servizi locali. La priorità resta il ferro. Il trasporto ferroviario rappresenta la spina dorsale di una mobilità moderna, sostenibile ed efficiente.

Occorre accelerare il completamento delle opere strategiche, potenziare le linee regionali, valorizzare i nodi ferroviari urbani, elettrificare le tratte ancora penalizzate e garantire collegamenti più veloci e affidabili tra aree interne, città medie e grandi poli urbani. Allo stesso tempo, è fondamentale evitare che il trasporto su gomma sostituisca impropriamente il ferro laddove esistano condizioni concrete per mantenere, riqualificare o rilanciare le linee ferroviarie. Gli autobus devono integrare il sistema, non rappresentare un arretramento della qualità infrastrutturale del territorio.

Serve inoltre una mobilità davvero integrata: bigliettazione unica, connessioni efficienti tra stazioni, terminal bus, parcheggi di interscambio, porti e aeroporti, con particolare attenzione ai pendolari, agli studenti, ai lavoratori e alle famiglie. La sostenibilità si realizza quando il cittadino trova un sistema semplice, accessibile e competitivo rispetto all’auto privata. Accanto agli investimenti, però, serve una macchina amministrativa più veloce ed efficace.

Le risorse da sole non bastano, occorrono procedure semplificate, tempi certi e monitoraggio costante dello stato di attuazione delle opere. Il Sud non chiede privilegi, ma infrastrutture adeguate a una grande area europea, capaci di sostenere sviluppo, turismo, filiere produttive e diritto alla mobilità. La sfida dei trasporti è oggi anche una sfida di credibilità della politica. Bisogna scegliere se continuare a rincorrere soluzioni parziali o costruire finalmente una rete moderna, interconnessa e orientata al futuro. I disagi temporanei legati ai cantieri e alle fasi di transizione possono essere compresi solo se accompagnati da una visione seria e da risultati strutturali, duraturi e misurabili.

In questo quadro, va riconosciuto con chiarezza il lavoro che il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sta portando avanti con determinazione e concretezza. Dopo troppi anni in cui il Mezzogiorno ha pagato il prezzo di ritardi, divari infrastrutturali e scelte insufficienti, oggi emerge finalmente un’attenzione politica forte e costante verso il Sud. Quella impressa dal Ministro Salvini è un’azione che, per incisività, presenza sui dossier e volontà di ridurre il gap tra Nord e Sud, si sta caratterizzando come una delle più rilevanti degli ultimi anni.

È il segnale di un cambio di passo reale, fatto non di parole ma di opere, investimenti e vicinanza concreta ai territori. Servono meno improvvisazione e più visione, meno contrapposizioni e più capacità di fare sistema. La politica dei trasporti deve tornare ad essere una politica industriale, territoriale e sociale. È da qui che passa una parte importante del futuro della Puglia e dell’intero Mezzogiorno.

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