istruzione
Scuola come bene comune: quando le novità creano dialogo e benessere
Arrivano il nuovo progetto psicologico AscoltaMI e il sistema di welfare docente, che permetterà agli insegnanti di fruire di servizi a prezzi agevolati come già avviene per molte altre categorie di dipendenti pubblici e privati
Valditara ne ha fatta un’altra. Anzi: ne ha fatte altre due. Immagino vi starete chiedendo: in che senso? Eccovi la risposta: nel senso che ha aggiunto altri due tasselli funzionali alla realizzazione di quella visione di scuola come bene comune che informa le strategie dell’innovazione da lui messe in campo dal primo giorno di insediamento al dicastero dell’istruzione e del merito. Ma prima di parlarvi di queste due ultime innovazioni, è bene che richiami in modi essenziali i cardini della visione di scuola come bene comune nelle quali Valditara le ha inscritte: visione che affonda le sue radici nella più schietta tradizione democratica, liberale e cattolica della nostra storia repubblicana.
L’idea di scuola come bene comune mette in discussione tutti i modelli utilitaristici che concepiscono l’istruzione come un investimento socioeconomico individuale e si fonda, invece, su un approccio profondamente umanistico che pone al centro della scuola la persona (dello studente ma anche dell’insegnante), i suoi bisogni e le sue connessioni con la comunità civile. Nell’idea di scuola come bene comune l’istruzione è l’esito di un processo di co-partecipazione e co-produzione tra il pubblico e tutte le altre componenti della società. Di qui il coinvolgimento più attivo delle famiglie voluto espressamente dal Ministro nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Di qui anche la messa a punto di pratiche di innovazione d’avanguardia che coinvolgano anche il mondo dei privati in grado di generare nuovi scenari e nuove forme di cooperazione sociale e di sussidiarietà a supporto del lavoro degli insegnanti.
In questa visione di scuola come bene comune ogni componente sociale ha il dovere di «prendersi cura» della scuola - studenti, famiglie, insegnanti, docenti universitari, istituti di cultura, fondazioni, pedagogisti, educatori, psicologi, società civile - e questo processo partecipativo rappresenta già di per sé un «bene comune».
Non si tratta dunque di sostituire il sistema di istruzione garantito dallo Stato quanto piuttosto di rispondere alle sfide che la scuola sta attraversando favorendo la circolazione e la condivisione di idee e di risorse che vengono portate alla scuola a supporto dei suoi compiti complessi: risorse e persone che altrimenti rimarrebbero completamente privatizzate o inutilizzate. Del resto questo è quanto raccomandano tutti i documenti prodotti da commissioni internazionali per sollecitare l’immaginazione di nuovi futuri per la scuola. Occorre andare nella direzione di una profonda revisione dei principi di organizzazione dell’apprendimento nelle aree del curricolo, della pedagogia, dell’organizzazione dei sistemi educativi. E la strada indicata in tali raccomandazioni è proprio quella che guarda alla scuola come «bene comune».
Questa lunga premessa era necessaria per spiegare la logica delle due ultime innovazioni introdotte da Valditara: il nuovo progetto psicologico AscoltaMI e il sistema di welfare docente che permetterà finalmente agli insegnanti di fruire di servizi a prezzi agevolati come già avviene per molte altre categorie di dipendenti pubblici e privati. Sino ad oggi tali opportunità erano precluse agli insegnanti - Dio solo sa perché - salvo quanto consentito dalla Carta docente.
Per quanto riguarda il progetto AscoltaMI, da oggi sarà possibile per le scuole richiedere l’erogazione di un servizio psicologico personalizzato per rispondere tempestivamente a situazioni di disagio personale di studenti iscritti all’ultimo anno della Scuola Secondaria di primo grado e al primo biennio della Scuola Secondaria di secondo grado. Il servizio consiste in un’attività di consulenza mediante la fruizione di un voucher che garantisce cinque incontri della durata di 60 minuti ciascuno. Gli psicologi che offriranno il servizio saranno individuati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) scelti con esperienza in ambito scolastico maturata da almeno tre anni.
La seconda innovazione è stata resa possibile grazie all’accordo del MIM con Poste Welfare. Si inaugura una piattaforma digitale che consentirà al personale scolastico di accedere a un ampio ventaglio di offerte e convenzioni per acquistare beni e servizi a condizioni vantaggiose, estendendo i benefici anche ai familiari. Il Piano Welfare di Valditara già prevedeva agevolazioni in diversi ambiti, tra cui trasporto aereo e ferroviario, settore agroalimentare e servizi bancari. Con questa innovazione il piano si rafforzerà e a breve si aggiungerà anche il comparto sanitario perché il 29 gennaio scorso è stata pubblicata la gara europea per l’attivazione di una polizza assicurativa dedicata al personale della scuola. Servizi che partono adesso, che richiederanno certo tempo di rodaggio per essere portati a regime. Ma già il fatto di averli fatti partire è una rivoluzione. Una rivoluzione del buon senso all’insegna di un’idea di scuola come bene comune tesa a valorizzare e riconoscere l’impegno di chi ci lavora. E a chi vede in queste innovazioni qualcosa di diverso suggerisco una pratica molto poco innovativa ma sempre efficace: pulire ben bene le lenti dei propri occhiali, magari anche lavandole con cura.