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Il rischio di un 2026 in cui il mondo «gioca» con l’autodistruzione
Chiedo al nostro ministro Tajani, giustamente preoccupato dei 170 /180 mila italiani residenti in Venezuela, che fine farà Eni Venezuela concentrata nella produzione di gas e metanolo?
Un nuovo anno ha fatto il suo rumoroso ingresso attraverso la porta celeste del Pianeta. Abbiamo pregato, abbiamo sperato in un «annus mirabilis» ma il buon giorno è stato purtroppo tipico di un «annus horribilis». Una tragedia ha annunciato il nuovo anno coinvolgendo tante giovani vite europee ; a Cras Montana il fuoco ha carbonizzato ragazze e ragazzi. Questa tragedia poteva essere evitata regolando il numero degli ingressi, dotando il locale dei necessari sistemi fire and gas, degli indispensabili estintori.
A questa brutta sorpresa di Capodanno si è aggiunta il 3 gennaio la invasione, manu militari, del Venezuela da parte delle forze armate americane, l'operazione «Absolute Resolve». Il presidente Trump ha risolto alla sua imprevedibile maniera il contenzioso con il presidente Maduro: ha ordinato di invadere il Venezuela, completamente disinteressato delle regole interne agli States che avrebbero richiesto il coinvolgimento preventivo del Congresso.
Pretesto di tanta celere e violenta aggressione la difesa della vita del popolo americano , la lotta al narcotraffico gestito, secondo informazioni dei Servizi e confessione di un trafficante arrestato, attraverso il «Cartel de los soles» dal dittatore Maduro insieme alla moglie Licia Flores.
Pretesto perchè sono altri gli stati sudamericani produttori di cocaina ed eroina (Colombia ) e di fentanyl (Messico), perchè i veri trafficanti, non organizzati in un gruppo coeso, sono in Venezuela i militari di grado che hanno le mostrine a forma di «soles», tenuti a bada da Maduro con impropri guadagni aggiuntivi complementari ad una paga statale scarsa. La invasione ha fondamento diverso: dare ad un elettorato americano che comincia di fronte ai problemi di tutti i giorni ad essere stanco del tycoon un argomento forte nuovo a tutela della dottrina MAGA. Il messaggio è: siamo la potenza più forte del mondo ed usiamo il diritto della forza per sistemare ogni situazione divergente, portando a casa vantaggi economici indiscutibili.
La operazione poco attiene al narcotraffico, possiamo tranquillamente chiamarla operazione petrolio. Il Venezuela era il bersaglio giusto. Colpendolo e condizionandolo politicamente ed economicamente, attraverso un protettorato militare di transizione , avrebbe limitato se non eliminato le influenze di Cina, Russia, Iran dal Sud America. Il guadagno, che ripaga abbondantemente le spese della guerra lampo, è ora derivabile dal controllo delle enormi riserve di petrolio venezuelano che sarebbero affidate alla gestione di ricchi petrolieri amici che affiancheranno la americana Chevron da sempre vicina alla azienda di stato Pedevesa .
Da esperto di tipologie di petrolio e di tecnologie impiantistiche di trasformazione ho chiaro il disegno del tycoon: il Venezuela ha riserve nel bacino dell'Orinoco pari a circa 300 miliardi di barili , estrarre questo grezzo costa poco, ma è un grezzo pesante, viscoso, che ha bisogno di essere diluito per poter essere trasportato; il grezzo da fracking americano è invece leggero ma costoso da estrarre. Il deal del tycoon è mescolare i due tipi di grezzo. Non è però cosi semplice, le strutture petrolifere venezuelane sono obsolete, il rischio paese è altissimo, considerando la instabile situazione politica del Paese, il tragitto obbligato per le petroliere attraverso il Canale di Panama, le ritorsioni ora premature della Cina acquirente di circa il 60% del petrolio venezuelano a sconto di prestiti bancari alla nazione.
Chiedo al nostro Ministro Tajani giustamente preoccupato dei 170 /180 mila italiani residenti in Venezuela che fine farà Eni Venezuela concentrata nella produzione di gas (riserve venezuelane di 3 trillioni di piedi cubici) e metanolo?
Trump con il Venezuela ha seguito la stessa filosofia di indipendenza e gestione della forza già usata con la eliminazione del generale iraniano Souleimani , nella distruzione con bombe di distruzione a notevoli profondità delle centrali iraniane di arricchimento dell'uranio, con i bombardamenti di strutture militari e civili in Yemen, in Sudan, in Siria. Ora annuncia altre operazioni, giustificate con la sicurezza nazionale, che riguardano Cuba , la Colombia ed anche la europea Groenlandia .
Mi chiedo dove vuole portare il mondo questo signore? L’operazione Venezuela non è stata affatto digerita da Cina, Russia, Iran, India, Corea del Nord ed intanto, ancora una volta la nostra Europa prende tempo ma di fatto abbassa il capo.
Il mondo sta bollendo, sono in corso decine di conflitti armati, circa 50, un numero mai visto dopo la Seconda Guerra Mondiale . Global Peace Index parla di una «Terza Guerra Mondiale a pezzi»; il mondo si protegge dalla paura con l'acquisto di armamenti punto di avvio delle guerre, il Giappone terra di Hiroshima e Nagasaki vuole armarsi con il nucleare, ora per interessi geoeconomici entrano in potenziale conflitto armato gli stati ricchi del Medio Oriente , come Arabia Saudita ed Emirati per il controllo di porzioni dello Yemen e del vicino stretto di Hormuz e del Sudan .
Buon Dio illumina le menti dei potenti ,tieni lontano dal Pianeta un «annus Horribilis», ferma il desiderio, per placare la paura, di armi sempre più potenti con l'ausilio della intelligenza artificiale, fa tornare in auge patti sulla non proliferazioone di ordigni nucleari.
Voi potenti della Terra, Tu donna e uomo di questa umanità vi prego, rileggiamo insieme il Manifesto di Bertrand Russel ed Albert Einstein del 9 luglio 1955, meditiamo, ridiamo speranza al cuore ed alla intelligenza umana, ricordiamo il monito: «questa è allora la domanda che vi facciamo, terrificante, inevitabile: «metteremo fine alla razza umana o l'umanità rinuncerà alle guerre ?»