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In Puglia e Basilicata

IL PENSIERO

La Destra riparta da Bari: obiettivo la riconquista del Sud

La Destra riparta da Bari: obiettivo la riconquista del Sud

Giorgia Meloni leader di Fratelli d'Italia

Il vicepresidente della Fondazione Tatarella: «Dopo le elezioni una grande conferenza per il Mezzogiorno per rilanciare il vecchio connubio partitico»

17 Giugno 2022

Fabrizio Tatarella*

«Se il Polo si allarga, se la destra coniuga qualità e quantità, ragione e consenso, si può costruire la coalizione aperta e ariosa che vince».  Le recenti elezioni amministrative sembrano confermare, ancora una volta, la teoria vincente di Pinuccio Tatarella, padre della destra di governo. In effetti, il centrodestra esce rafforzato, la coalizione vince dove si presenta unita e la destra di Giorgia Meloni certifica il sorpasso sulla Lega di Salvini anche al Nord. Il centrodestra sembra destinato a vincere le imminenti elezioni politiche, ma persistono delle criticità. Proprio in Puglia, dove è nato, nella regione che era definita a partire dagli Anni ’90 l’Emilia nera, il centrodestra continua a non vincere. A Bari, poi, dove Tatarella aveva portato la destra a percentuali mai viste prima, la stessa non sembra incidere più. Se non fosse per la destra culturale, dalle meritevoli scuole di formazione politica promosse dal Gruppo ECR di Fitto alle innumerevoli iniziative della Fondazione Tatarella, della gloriosa destra di Bari non vi sarebbe praticamente traccia.

Bene ha fatto Giorgia Meloni a svolgere la sua Conferenza programmatica a Milano, per dimostrare che il suo partito può e deve ambire a rappresentare mondi che non hanno mai guardato a destra, a partire dal mondo produttivo settentrionale. La destra, però, ha da sempre nel Mezzogiorno il suo principale serbatoio di consensi, sin dagli anni ’50 con i primi sindaci missino monarchici, e con la stagione di AN.

Oggi, i dati del centrodestra in Puglia non sono esaltanti, inutile fingere di non vedere per paura di perdere i pochi posti che verranno attribuiti solo dai listini proporzionali. Il limite è esattamente in questo atteggiamento rinunciatario, in quanto è proprio al Sud, in Puglia, che si gioca la partita del governo e della premiership di Giorgia Meloni. Se il centrodestra vincerà in tutti i collegi uninominali del Nord, per avere una stabile maggioranza di Governo serve riconquistare il Mezzogiorno.
E se la riconferma del centrosinistra a Taranto era scontata, a destare preoccupazione sono le sconfitte di Bitonto, Molfetta e Terlizzi. Per vincere in Puglia serve vincere a Bari, diceva Tatarella. Ed è indispensabile ripartire dalla forza di una identità storica chiara, unitamente ad una rinnovata capacità di interpretare e rappresentare tutto il popolo di centrodestra e gli elettori moderati e conservatori che nel tempo a Bari, in Puglia e nel Sud, hanno sempre premiato la destra. È fondamentale una nuova classe dirigente che abbia coraggio nel battersi a mani nude contro un sistema spregiudicato di clientelismo.

Una grande Conferenza per il Mezzogiorno sarebbe il modo migliore per rilanciare il vecchio connubio tra destra e Sud. La destra, in questa fase storica, deve essere garante dell’interesse nazionale, parlando al Nord, senza dimenticare il Mezzogiorno. Se vuole, realmente, tornare a ricoprire responsabilità di governo, in questi pochi mesi che ci separano dalle elezioni politiche, la destra a Bari e nel Mezzogiorno non deve avere paura di aprirsi all’esterno, dialogando con tutte le categorie, svolgere un determinante ruolo culturale grazie al lavoro di Fondazioni, think thank, luoghi in cui elaborare programma di governo e selezionare attentamente la classe dirigente guardando prima di tutto alle capacità.

*Vicepresidente Fondazione Tatarella

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