Giovedì 30 Giugno 2022 | 13:11

In Puglia e Basilicata

L'analisi

Si crei la comunità dei piccoli comuni pugliesi

La Giornata mondiale del lavoro sociale nel comune più piccolo della Basilicata

Perché non creare la Comunità dei Piccoli Comuni pugliesi ma non come ulteriore sovrastruttura istituzionale ma per dare più voce a quel territorio che talvolta si sente abbandonato una sorta di Sud nel Sud?

07 Giugno 2022

Rosario Polizzi

Piccoli Comuni una grande Comunità… un po’ sola. Possiamo pensare di rivalutare la progettualità propria dei nostri territori anche se ancora non si vede possibilità di un'aurora politica. Del resto l'economia dei decenni scorsi ha auspicato una quiescenza della politica pensando che i mercati fossero sufficienti e i politici si sono appiattiti su di essa. Proviamo a rivalutare la progettualità partendo dalla Sana Provincia pugliese ma poi tutta la Sana Provincia italiana immaginando che finalmente possa avere una voce politica quel mondo ricco di fantasia e voglia di crescere ma un po’ sonnecchiante per costruire proprio al tempo di oggi quel mondo - realtà che ha disegnato in cuor suo ma non trova ormai la forza ad esporlo neanche a se stesso tanto è sfiduciata.

Ognuno di noi ha creduto di dare un contributo piccolo o grande che sia che materializzava il radioso futuro e confidava in una bandiera che potesse sventolare mossa da un vento impetuoso che spazzasse quelle nuvole che oscuravano il cielo e impedivano di osservare tutto ciò che volevano cambiare. Ma ad un certo punto ci siamo accorti che stavamo ficcando i nostri rampini in false montagne che comunque erano lì e ostacolavano il nostro procedere. Sì ma non ci sono i soldi e quindi niente!

Tra l’altro la politica scarseggia per progettualità per cui di fatto non si utilizzano tutti i fondi che l’Unione europea ci assegna. Per anni siamo stati la Patria di chi sperava nei rinvii della scadenza poi arriva il PNRR con soldi per progetti per «un mondo migliore» con precise scadenze e penalità pesanti.

Perché non creare la Comunità dei Piccoli Comuni pugliesi ma non come ulteriore sovrastruttura istituzionale ma per dare più voce a quel territorio che talvolta si sente abbandonato una sorta di Sud nel Sud? Chi di competenza si attivi a formare chi scrive in quei Comuni le «determine» per avviare i progetti chi scrive e poi vigila sullo stato dei lavori quindi non solo nei grandi centri ma nei Comuni della Sana Provincia Pugliese spina dorsale culturale del nostro territorio. Il ritorno allo studio di quella realtà che non è solo enogastronomia ma rappresenta un tesoretto culturale nel senso più ampio della parola e farne oggetto di un vero e proprio progetto di ricerca ora finalmente finanziato che ha come materiale e metodo lo studio delle nostre radici. Guardando quel mondo sopito cerchiamo un nuovo linguaggio coniamo se necessario nuovi vocaboli. Quanta formazione è stata attivata a quei solerti funzionari che di colpo si sono trovati nella tempesta economica generata dal PNRR e che dire poi di quei Sindaci non più espressione di strutture politiche consolidate ma in balia del civismo vago e ondeggiante. Bisogna con forza rallentare la globalizzazione e potenziare la umanizzazione. Quando il Sud si guarda dentro vince ma non contro qualcosa o qualcuno solo per andare velocemente avanti.

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