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«Notturno», il film dedicato a Paola Labriola proiettato nella «sua» Noicattaro

L’omaggio alla psichiatra diventa un momento per ricordare tutti gli operatori sanitari in trincea

«Notturno», il film dedicato a Paola proiettato nella «sua» Noicattaro

«Ogni giorno quattro medici vengono aggrediti, ma la statistica è, probabilmente, sottostimata. Io stesso sono stato minacciato anche all’uscita della sala operatoria». È la testimonianza del viceministro alla salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto alla proiezione della prima visione regionale del docufilm «Notturno», in occasione della giornata di sensibilizzazione contro le violenze sui medici e sugli operatori sanitari, a sette anni esatti dall’omicidio della psichiartra Paola Labriola, uccisa da un suo paziente con cinquanta coltellate, nell’ambulatorio dove lavorava, nel quartiere Libertà.

Serata dalle emozioni forti, sotto il cielo stellato settembrino, dinanzi alla facciata della chiesa della Madonna del Carmine, nel rispetto delle norme anti-contagi. Ad aprire l’evento, il padrone di casa, il sindaco Raimondo Innamorato, che ha voluto ringraziare gli ospiti, a cominciare da Filippo Anelli (nojano anche lui), presidente nazionale dell’Ordine dei medici, che ha voluto organizzare questa ricorrenza proprio a Noicattaro. Non è mancato l’annuncio a sorpresa: «Volevo svelarvi – ha detto Innamorato – che come amministrazione abbiamo deciso di dedicare una via, una piazza o un luogo pubblico alla memoria della dottoressa Labriola, in attesa della deroga prefettizia prima che siano trascorsi i canonici dieci anni». Del resto, Paola Labriola era stata anche concittadina nojana. «Abbiamo voluto celebrare qui e non a Bari questa ricorrenza – ha spiegato Anelli – sia in quanto Paola è stata concittadina sia perché alcune scene del docufilm sono state girate da queste parti». Anelli ha ricordato le 176 vittime che il Covid ha mietuto in tutta Italia tra i camici bianchi, invitando tutti i presenti a restare in piedi per un minuto di silenzio, osservato con palpabile commozione. «A Bari è nata la lotta contro la violenza su medici e operatori sanitari – ha ricordato il presidente dei medici – partendo proprio dalla brutale uccisione di Paola Labriola. Ad agosto è arrivato il primo risultato significativo con l’approvazione della legge antiviolenza. Tra le novità più significative, la procedibilità d’ufficio di questi reati senza la necessità di una denuncia da parte delle vittime. Ma è solo un punto di partenza e non di arrivo».

Il viceministro alla salute Sileri: «Riprendendo le parole del sindaco, secondo cui questa è una piccola città o un grande paese, mi piace sottolineare che questa frase esalta il concetto di comunità. Ebbene, per superare la violenza contro non solo medici e operatori sanitari, ma, in generale, verso tutti gli attori istituzionali, dobbiamo recuperare proprio il senso di comunità. Chi porta un camice o una divisa deve ricordarci il senso di appartenenza a uno Stato che attraverso quelle persone ci tutela. Nella fase acuta della pandemia – ha sottolineato Sileri – i nostri operatori sanitari sono stati definiti “eroi”. E tali sono stati indubbiamente, ma mi piace evidenziare che eroi lo sono stati anche prima, dopo e sempre. In Italia abbiamo un servizio sanitario nazionale che è sempre presente e pronto a prendersi cura di noi senza dover prima strisciare una carta di credito come avviene in diversi paesi esteri. E ricordiamoci che siamo tutti pazienti».

La proiezione della prima del docufilm «Notturno» è avvenuta in un clima di assoluta attenzione da parte del numeroso e composto pubblico, dopo che anche l’illuminazione è stata spenta per favorire la visione sul megaschermo installato all’aperto.

Quarantacinque minuti di scene coinvolgenti e testimonianze di medici aggrediti in cui molti operatori del settore presenti si sono assolutamente immedesimati. Sul palcol, infine, lo psicologo Vito Calabrese, marito della Labriola, che ha voluto ricordare come sia essenziale anche il lavorare in gruppo e non sentirsi soli, perché la solitudine apre le porte all’esposizione alla violenza. Il sindaco Innamorato ha ringraziato il fiduciario dell’ordine dei medici nojano, Giuseppe Fonzo.

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