serie b

Il Bari si riscopre senza mezze misure: vincere o perdere. Ma ora deve solo spingere sull’acceleratore

redazione sport

Un dato curioso: Longo in controtendenza rispetto al suo passato. E Pucino, dopo l’esclusione, lascia ai messaggi social il compito di «spiegare»

Senza mezze misure. Il Bari si riscopre estremista del risultato. E non è certo una virtù per chi, invece, in ogni occasione deve cercare di raccogliere qualcosa. Eppure, i dati della gestione targata Moreno Longo parlano chiaro: i biancorossi perdono (nella maggior parte dei casi) o vincono (comunque molto più rispetto alle gestioni precedenti), ma il pareggio è praticamente bandito. Un controsenso assoluto rispetto alla scorsa stagione, quando proprio l’eccessivo numero di gare impattate ha impedito lo sbarco ai playoff. Una contraddizione ancora più evidente nel percorso dell’allenatore torinese che nella sua carriera ha reso spesso amico il segno X. E malgrado sin dal suo arrivo, l’ultima spiaggia in casa biancorossa sia stata una costante, con il senno del poi qualche pareggio in più avrebbe davvero fatto comodo. Anche nelle gare che in teoria sarebbero state da vincere a tutti i costi.

SOLO DUE PARI Quattordici sono i match condotti dall’allenatore torinese che è ormai il più presente sulla panchina biancorossa in questa tribolatissima stagione. Sua è anche la media punti più alta: 1,21 a partita rispetto a 1,08 di Fabio Caserta (13 punti in 12 gare) e lo sconcertante 0,50 di Vincenzo Vivarini (quattro in otto turni). Eppure, l’emorragia di ko nel complesso non si è arrestata. Perché Longo ha perso esattamente la metà degli incontri disputati sulla panchina dei Galletti: sette i rovesci rimediati con Palermo, Mantova, Sudtirol, Pescara, Frosinone, Carrarese e Monza. Non a caso i pugliesi restano terzultimi per numero di ko in B: 16 le cadute pugliesi a fronte delle 18 dello Spezia e delle 17 della Reggiana. Ma a tenere a galla il Bari proprio quando ogni speranza sembrava smarrita sono state le cinque affermazioni, colte nell’ordine contro Cesena, Sampdoria, Empoli, Reggiana e Modena. In mezzo, i soli due pari, colti in casa con lo Spezia e a Padova. Scontri diretti che Moncini e compagni avrebbero probabilmente dovuto capitalizzare, soprattutto al San Nicola con i liguri. Eppure, non perdere ha consentito di restare a galla e di non ampliare le distanze dalle concorrenti per la permanenza. Impossibile, quindi, non pensare a come sarebbe stata la classifica capitalizzando anche con un punticino gare sicuramente alla portata. Basti pensare alla trasferta di Mantova, con la sconfitta arrivata in pieno recupero, alle topiche che sono costate il capitombolo interno con il Sudtirol o l’harakiri tra le mura amiche con la Carrarese. Tre avversari che, peraltro, non avrebbero certo disprezzato il pareggio. Il Bari, però, non ha saputo gestire energie fisiche e nervose. E con tre punti in più oggi sarebbero fuori dalla zona playout.

ERA MISTER X Un andamento davvero strano per un tecnico spesso abbonato al pareggio. Basti pensare che lo scorso anno, Longo pareggiò ben 18 gare su 38: il suo Bari fu secondo per gare patte in B, dietro il solo Catanzaro che ne pareggiò venti. E se i tanti segni X da un lato impedirono di conquistare i playoff che pure i Galletti bazzicarono per gran parte del torneo, l’esiguo numero di sconfitte (dieci, soltanto cinque formazioni persero meno) consentì ai Galletti di tenersi alla larga da qualsiasi pericolo. Una tendenza che, peraltro, ha puntualmente scandito la carriera di Longo. In 276 incontri da tecnico tra i professionisti, i pareggi sono addirittura 97, a fronte di 85 vittorie e 94 sconfitte. E l’immediato futuro? Se il Bari dovesse proseguire sull’onda del «tutto o niente» avrebbe solo una strada: vincere le ultime tre giornate (trasferte con Avellino e Catanzaro e in casa con l’Entella) concedendosi uno stop soltanto con la capolista Venezia. Così, si toccherebbe quota 43 che potrebbe persino valere la salvezza diretta. Cadere più di una volta, invece, significherebbe sprofondare nel dramma. Se, invece, il Bari ritrovasse la capacità di pareggiare, potrebbe almeno ipotecare il playout impattando con Venezia, Avellino e Catanzaro e battendo l’Entella: a 40 punti, almeno lo spareggio per evitare la discesa.

PUCINO CHIARISCE La sua esclusione a Monza per “scelta tecnica” ha destato molte perplessità. Perché Raffaele Pucino è l’attuale capitano del Bari (almeno quando è in campo), nonché il calciatore con la milizia in biancorosso più continuativa (è con i Galletti dal 2021-22). Tuttavia, il difensore napoletano ha voluto sgombrare il campo da equivoci. “In queste ore molte sono state le parole e le ricostruzioni”, ha scritto sui profili social. “Ma non è il tempo delle polemiche e delle spiegazioni. Una sola è la cosa importante: dare tutto per la maglia e raggiungere la salvezza del Bari. Per rispetto dei miei compagni, della società, dello staff e soprattutto dei tifosi preferisco restare in silenzio. Grazie a chi continua a sostenerci ogni giorno».

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