serie b

La missione Bari: riconquistare il S. Nicola dopo un periodo di vuoto assoluto di vittorie tra le mura amiche

pierpaolo paterno

Domani sera contro la Juve Stabia il Bari tornerà a calcare il terreno amico del San Nicola, dopo un’assenza interna di ben ventidue giorni che segue un periodo di vuoto assoluto di vittorie tra le mura amiche

Domani sera contro la Juve Stabia il Bari tornerà a calcare il terreno amico del San Nicola, dopo un’assenza interna di ben ventidue giorni che segue un periodo di vuoto assoluto di vittorie tra le mura amiche. I biancorossi di Vincenzo Vivarini si affacciano alla prima finestra della fase discendente non solo con la pressione agonistica di un girone di ritorno da affrontare con lucidità, ma con l’urgenza di risanare un rendimento casalingo che, al momento, è più un problema che un vantaggio competitivo.

Dal successo contro il Cesena del 2 novembre (1-0), il Bari non ha più vinto davanti al proprio pubblico: una sequenza di risultati utili quasi nulli - battuta d’arresto col Frosinone (2-3), pareggi asfittici con Pescara (1-1) e Avellino (1-1) e sconfitta interna col Catanzaro (1-2) - ne offusca la credibilità come squadra capace di imporre la propria legge al San Nicola. Questo trend negativo rimbomba come la nota più evidente di un rendimento interno che non sta mantenendo minimamente le aspettative di una piazza forte e ambiziosa.

DIFFERENZA RETI, NUMERI IMPIETOSI I dati statistici confermano il quadro desolante al San Nicola. Alla fine del girone d’andata il Bari ha raccolto 13 punti in 9 partite interne, frutto di tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. In termini di produzione offensiva e solidità difensiva, l’analisi è altrettanto allarmante. Tra le mura amiche il Bari ha segnato 11 gol, ma ne ha subiti 10 - praticamente uno per partita - con una media che non consente né di dominare né di esprimere compattezza strutturale.

Questi valori di gol fatti e subiti in casa disegnano una squadra incapace di sfruttare il vantaggio del fattore campo. Anzi, la concretezza sotto rete è così limitata da non giustificare l’ipotesi di un Bari che sa avere pressione positiva sul match nel momento cruciale delle fasi finali della gara. La difesa, in particolare, mostra falle che vengono puntualmente punite dagli avversari, con reti incassate che troppo spesso neutralizzano gli sforzi di un attacco inconsistente. Il San Nicola non è più una fortezza. E nemmeno una casa calda.

Ne deriva una classifica interna che vede il Bari posizionato tra le squadre con il rendimento casalingo più modesto dell’intero campionato di serie B, lontano anni luce dai club che puntano alla promozione. Questo scollamento tra le aspettative della tifoseria e la realtà sul campo si riflette in maniera brutale anche sugli spettatori presenti al San Nicola. Di settimana in settimana, il pubblico sta rispondendo con un calo di presenze vertiginoso, segnando un processo di progressiva disaffezione. Non si tratta soltanto di numeri economici per gli incassi, ma di un termometro diretto del morale collettivo di una piazza storica, che oggi fatica a riconoscersi in una squadra incapace di creare identità e continuità, specie nei momenti decisivi.

Il San Nicola, stadio imponente per capienza e potenziale di atmosfera, risulta sempre più un luogo freddo, dove il calore della tifoseria - in passato autentico dodicesimo uomo in campo - viene progressivamente meno. La percezione generale è che la squadra stia pagando non solo un prolungato momento di forma negativo, ma una crisi di fiducia che si autoalimenta: meno risultati, meno entusiasmo, meno pubblico, meno intensità. La distanza tra il potenziale di una piazza storica come Bari e l’attuale situazione sul campo sembra incolmabile, almeno nel breve periodo.

CLASSIFICA E CONTESTO COMPETITIVO A testimonianza dell’impatto negativo di questo rendimento interno, il Bari è terz’ultimo in classifica generale con 17 punti al giro di boa, con solo cinque punti raccolti nelle ultime nove partite tra casa e trasferta. Uno score che non solo lo proietta verso la zona retrocessione, ma lo condanna a una stagione in cui ogni errore potrebbe risultare fatale.

In una serie B in cui squadre con basi tecniche e organizzative inferiori riescono a sfruttare il proprio «San Siro» o le rispettive arene provinciali per costruire muri difensivi e trame offensive, il Bari appare in netta difficoltà nel far valere il proprio peso specifico. La mancanza di continuità interna fa emergere un dato di fatto impietoso. Il San Nicola è oggi più un posto dove si soffre che un luogo in cui si costruiscono ambizioni.

VERSO JUVE STABIA E OLTRE: SERVE INVERSIONE NETTA La sfida con la Juve Stabia (in rampa di lancio sulla sinsitra Stabile) e, successivamente, il match contro il Palermo del 30 gennaio assumono un valore simbolico e pratico decisivo per la stagione. Di mezzo, la trasferta di Cesena del 24 (che chiuderebbe idealmente il cerchio di un’era negativa iniziata 75 giorni prima) potrebbe rappresentare l’ultima chance per dare un senso concreto alla ripresa del campionato.

Il Bari deve trovare carattere, idee e una nuova versione di sé stesso, perché senza una sostanziale inversione di tendenza al San Nicola la stagione rischia di scivolare in un limbo dal quale sarà difficile uscire. Il tempo per reagire c’è, ma la pazienza dei tifosi, oggi meno presenti e forse meno convinti, si assottiglia sempre più. In un contesto così fragile, vincere una partita in casa non sarebbe solo tornare a conquistare tre punti. Sarebbe la prima pietra per ricostruire una relazione che rischia di deteriorarsi irrimediabilmente. E questo, per una città come Bari, non è un dettaglio da poco.

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