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LECCE - «Tra Lecce e Palermo, in questo momento, vedo una grande differenza, a livello mentale. I salentini, che non sono certo obbligati a vincere il campionato, possono permettersi di scendere in campo senza quelle pressioni che, di contro, sono gravate enormemente su di loro sino alla scorsa stagione, nei sei anni di Lega Pro, una categoria nella quale avevano l’imperativo di primeggiare. I calciatori rosanero, di contro, dopo avere mancato, sia pure per un nulla, la promozione in A nel 2017-2018, hanno l’imperativo di approdare nella massima serie. Pertanto, ogni punto lasciato per strada rischia di ingenerare una polemica e questo fatto pesa sul piano psicologico, soprattutto con un patron come Zamparini».
A pensarla così in vista del match tra Lecce e Palermo di domenica prossima è Capucho Neves Jeda, che ha militato con il complesso siciliano nel 2003-2004, da gennaio, contribuendo alla promozione dalla B alla A con 17 presenze e 3 reti, e con la formazione salentina nel 2010-2011, in A, con 25 partite giocate e 4 centri, e nel 2012-2013, in Lega Pro, con 26 incontri disputati e 5 gol.

«Ho seguito il Lecce in televisione e mi è piaciuto molto - sostiene l’ex attaccante brasiliano, che attualmente allena la Vimercatese Oreno, compagine dell’Eccellenza lombarda, nella quale è stato in forza come calciatore nel 2017/2018 - Più che i singoli, a risaltare è il collettivo ed in questo fatto vedo la mano dell’allenatore Liverani. Il tecnico romano è arrivato nella passata stagione, a torneo in corso, ereditando una rosa che non era stata costruita da lui, ma ha saputo guidarla al salto in B, dimostrando grande personalità in una piazza che era arrabbiata e delusa per essere stata per tanto tempo ai margini del calcio che conta. In estate, invece, ha inciso sulla campagna acquisti, condividendo le scelte con il direttore sportivo Meluso e con la società, ed ha saputo dare abbastanza presto una identità chiara alla propria compagine. Merita i complimenti».
Il Palermo dispone di una rosa di caratura assoluta per la B. «Questo è un dato innegabile - nota Jeda - Per quel che riguarda lo spessore dei calciatori a disposizione di mister Stellone, sono tutti di primo piano, come dev’essere in un complesso che è stato creato per conquistare quella promozione mancata nella finale dei play off persa con il Frosinone nella passata stagione. Il Lecce, però, pur non avendo nomi altrettanto altisonanti, è stato costruito con acume, con atleti che conoscono benissimo la serie cadetta».

Tra l’undici giallorosso e la squadra rosanero sarà battaglia. «Si tratta di una vera e propria classica tra due grandi piazze del sud, un confronto di cartello anche in A, figurarsi in B - conclude Jeda - Ecco perché mi aspetto una sfida di alto livello, difficile per entrambe le contendenti ed aperta a qualunque risultato, nella quale non mi meraviglierei affatto se il Lecce confermasse di potere essere la mina vagante del torneo, sfoderando una grande prestazione».
NOTIZIARIO Ieri la squadra salentina si è allenata a Martignano, presso la cittadella dello sport, ed i calciatori sono stati impegnati in un lavoro di forza in palestra. Alla seduta non erano presenti Fabio Liverani, il capitano Checco Lepore ed il team manager Claudio Vino, che hanno partecipato all’incontro con gli arbitri svoltosi a Riccione. Oggi è previsto un doppio allenamento, ad Acaya.

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