Mercoledì 24 Aprile 2019 | 13:48

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Il Foggia deve rifare i conti ma non si può più sbagliare

La rimonta-salvezza è possibile, però non si può più sbagliare. Toppato il primo scontro diretto, sono all’orizzonte adesso altri tre spareggi di fila per evitare il declassamento

Foggia cala un tridente top:  Galano-Iemmello-Mazzeo

FOGGIA - Si è inceppato di nuovo, sul più bello. In Laguna il Foggia è affondato, incapace di tramutare in gol e punti la grossa mole di gioco sviluppata. Al Venezia è bastato tirare in porta una sola volta (dal dischetto, con Di Mariano) e difendersi, per vincere 1-0 e scappare a +3. Uno stop ancora più amaro, perché arrivato in uno scontro diretto per la permanenza in B. Una battuta d’arresto che ha avuto riflessi piuttosto pesanti sulla classifica: ha lasciato al terz’ultimo posto la formazione rossonera, che rimane esposta al duplice rischio di dover disputare i playout o di retrocedere direttamente in C. Delusione e preoccupazione tra i tifosi, ma tecnico e squadra devono reagire, senza farsi vincere dallo scoramento: il Foggia resta artefice del proprio destino. «Abbiamo ancora tanto da dire in questo campionato, noi ci crediamo», hanno sottolineato Grassadonia e il centrocampista Greco.

La rimonta-salvezza è possibile, però non si può più sbagliare. Toppato il primo scontro diretto, sono all’orizzonte adesso altri tre spareggi di fila per evitare il declassamento. Lunedì prossimo - la sera di Pasquetta - partita da dentro o fuori allo «Zaccheria», alle 21 contro il Livorno. Domenica 28 aprile la trasferta di Cremona (calcio d’inizio alle 15). Mercoledì 1 maggio, alle 15, il confronto interno con la Salernitana.
Cremonese e Salernitana hanno acquisito un buon margine di vantaggio rispetto alle altre pericolanti – come Ascoli e Cosenza - tuttavia non possono ritenersi già del tutto fuori dalla lotta per la salvezza.

Il primo mese del Grassadonia-bis è andato in archivio, con un pareggio (col Cittadella), una vittoria (contro lo Spezia) e due sconfitte (Brescia e Venezia). Progressi nel gioco, rispetto al recente passato: baricentro più alto, migliore fraseggio, atteggiamento più intraprendente. Sul piano dei risultati, però, la svolta non c’è stata: la media rimane di 1 punto a partita.

Conferme quanto alla ritrovata tenuta difensiva: il Cittadella, allo «Zaccheria», ha sbloccato il punteggio attraverso un autogol, e le due sconfitte di Brescia e Venezia sono state decise da calci piazzati (una punizione e due rigori). Riguardo alla fase offensiva è cresciuto il numero delle occasioni create, resta però la difficoltà nell’andare in rete. Pochi gol segnati, in rapporto alla mole di gioco prodotta e alle opportunità da rete costruite. La sconfitta di Venezia è stata simile all’1-0 di Pescara: Foggia padrone del campo e del gioco, eppure tornato a casa senza punti. Un k.o., quello dell’Adriatico, che arrivò alla quarta d’andata e che, in una fase di rodaggio, poteva starci. Preoccupa, invece, se a pochi turni dalla fine si perde ancora allo stesso modo. Limiti che persistono, tempo che scorre: non c’è più alternativa, da lunedì prossimo serve solo vincere. Accanto ai verdetti del campo, intanto, il Foggia non perde di vista l’altra partita in cui è impegnato, avviata da mesi: quella con la giustizia sportiva, relativa alla penalizzazione di inizio stagione per gli illeciti amministrativi contestati al club e inerenti alle stagioni di Lega Pro tra il 2015 e il 2017. Si attende l’esito del nuovo ricorso presentato dalla società rossonera al Collegio di garanzia del Coni. Il club spera in un’ulteriore riduzione della sanzione, già rideterminata, a gennaio scorso, da 8 a 6 punti.

Oggi pomeriggio, nel frattempo, ripresa della preparazione in vista della gara casalinga col Livorno. Sedute in programma tutti i giorni, Pasqua inclusa. Lunedì, nel reparto arretrato, sarà out anche Martinelli, per squalifica, oltre agli infortunati Tonucci, Camporese e Ingrosso. Infine è stato tesserato il difensore Federico Sonnini, toscano, classe ’98, che già da diverse settimane si stava allenando con la squadra: numero di maglia 34; è cresciuto nelle giovanili del Grosseto e del Chievo ed ha maturato qualche esperienza in D.

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