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Luca Rizzo e Pietro Iemmello (Foto Maizzi)

Tecnica, agilità, duttilità, capacità d’inserimento. Luca Rizzo aggiunge qualità ed esperienza alla mediana del Foggia. Il centrocampista classe ‘92, cresciuto nel vivaio della Samp, riparte dal club rossonero, in prestito annuale dal Bologna. Un acquisto concluso dalla società dauna al fotofinish del calciomercato, col brivido. «Avevamo sistemato tutto, compreso il contratto firmato dal calciatore - ha svelato il commissario giudiziale del Foggia Calcio, Nicola Giannetti -. Non arrivava, però, la pec dal Bologna e mancava poco al gong. Abbiamo vissuto qualche momento d’apprensione, tra una telefonata e l’altra, poi tutto è andato per il verso giusto».
Pergocrema, Foligno, Pisa, Modena, Sampdoria, Bologna, Spal, Atalanta: Foggia è la nona tappa nella carriera di Rizzo, che ha 26 anni. «Avevo altre richieste, anche dalla A, ma ho scelto Foggia con convinzione - ha spiegato il nuovo centrocampista rossonero -. Dopo aver parlato col direttore sportivo Nember, che mi ha voluto fortemente qui, non ho avuto dubbi. Ho capito quanto era importante per lui che io arrivassi qui e sono stato affascinato dalle sue parole sull’ambiente, che già conoscevo. Ho giocato allo “Zaccheria” da avversario, più di sei anni fa in C, col Foligno. Ricordo uno stadio molto caldo, so che adesso lo è ancora di più e non vedo l’ora di godermelo domenica prossima in occasione del nostro debutto casalingo contro il Carpi».
Più di 150 partite disputate tra i professionisti e 9 gol realizzati, Rizzo torna in B dopo quattro stagioni di fila in A, con Sampdoria, Bologna, Spal e Atalanta. «Sono partito dalla C, poi sul campo mi sono guadagnato la possibilità di giocare in B e in A, ma quest’estate ho sentito il bisogno di rimettermi in gioco - ha affermato il neo centrocampista del Foggia -. Sono sicuro che questa scelta, ora, è la migliore che potessi fare. Scendere di categoria non è un problema per me. La A è il top, ma in qualche città di B, come Foggia, ci si sente calciatore più che in alcuni club di A. Qui c’è tutto quello che un giocatore cerca, e uno stadio che trasmette calore e passione. Nella scorsa stagione, la prima parte, a Ferrara, è stata positiva. La seconda no, a Bergamo, perché ho avuto qualche problema fisico. Ora ho grande voglia di riscatto: sono determinato a dimostrare il mio valore, a tornare a fare quello che in campo so fare. Ho letto, nelle scorse settimane, che ero infortunato: non è vero, mi sono sempre allenato. Sto bene e non vedo l’ora di esordire».
Mediano polivalente, Rizzo può far compiere il salto di qualità al centrocampo del Foggia: «Nel 3-5-2 posso giocare da mezz’ala, nel 3-4-2-1 posso agire in una delle due posizioni centrali o anche qualche metro più avanti, sulla trequarti. La mia qualità principale è l’abilità nell’uno contro uno, negli inserimenti e nell’attaccare gli spazi. La B è un campionato fisico, in cui c’è un buon livello tecnico. Il nostro obiettivo, innanzitutto, è azzerare il prima possibile la penalizzazione. Non è facile partire da -8, con 19 squadre anziché 22, dunque con meno partite a disposizione, ma questo non deve spaventarci e mi auguro che la penalizzazione possa essere ridotta nel terzo grado di giudizio». Nato a Genova, Rizzo è ancora scosso dal crollo del ponte Morandi, che ha causato 43 vittime: «Ho vissuto - ha raccontato con commozione - momenti di terrore perché temevo che qualche persona a me cara potesse essere sul ponte in quel momento. Ho percorso quella strada tante volte. Un disastro che mi ha toccato molto: dolore e tanta amarezza. Una struttura del genere non può crollare per un cedimento strutturale. Ora, come sempre accade nel nostro Paese, ci sono polemiche e schermaglie politiche, ma fra qualche giorno sarà già tutto dimenticato. A pagare sono le vittime e le loro famiglie. Chi ci rimette è Genova, e la sua gente. Non si può assistere a tragedie del genere nel millennio del progresso».

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