Il caso

Il mistero della barca spiaggiata tra Savelletri e Torre Canne: ipotesi migranti dalla Turchia

mimmo mongelli

Il natante si è arenato. Il sospetto di migranti a bordo cresce: gruppi di persone straniere si aggirano nel centro abitato

Il mistero della barca a vela spiaggiata sul litorale tra Savelletri e Torre Canne, a poche decine di metri da uno stabilimento di lavorazione dei marmi dismesso da anni. L’imbarcazione è comparsa nei giorni scorsi sull’arenile di quella che gli uomini di mare di queste zone chiamano «la spiaggiata». Nessuno ha dato l’allarme. C’è chi ha raccontato che dal veliero, che si è adagiato su un lato sulla battigia, sono scesi in tutta fretta una decina di persone. Con ogni probabilità, si trattava di migranti che dopo aver attraversato il Canale d’Otranto, hanno raccolto in tutta fretta le loro cose e si sono allontanati dalla costa prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Quello che è certo è che quando i primi militari hanno ispezionato la barca a vela, non hanno trovato niente.

Ammesso che quella che si è spiaggiata sul litorale fasanese sia una delle imbarcazioni che solcano l’Adriatico con all’interno migranti, sarà difficile scoprire quanti ce ne fossero su quella barca a vela. Una delle ipotesi al vaglio di chi sta indagando è che la barca sia partita dalla Turchia. Da tempo, infatti, i trafficanti di esseri umani utilizzano questa rotta. Sulle barche a vela, che possono sfuggire più facilmente ai controlli della Marina e delle forze dell’ordine, vengono stipati soprattutto afgani, iracheni, iraniani e curdi. Intere famiglie che pagano a caro prezzo il passaggio verso le coste italiane. I trafficanti arrivano a stipare decine di persone su una sola barca a vela. Quello che è successo a Fasano non è infrequente: una volta raggiunto il litorale italiano, gli scafisti abbandono il natante, che di solito è di provenienza furtiva. Da quel momento in poi i migranti devono arrangiarsi da soli. La prima cosa che fanno è allontanarsi dalla costa e raggiungere il centro abitato più vicino. Sarà una casualità ma il giorno successivo a quello in cui è comparsa sul litorale fasanese la misteriosa barca a vela, in tanti hanno notato per le vie di Fasano extracomunitari che, in gruppetti di due-tre persone, vagavano senza meta portandosi al seguito valigie e buste piene di indumenti.

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