Sabato 20 Aprile 2019 | 08:16

NEWS DALLA SEZIONE

È incensurato
Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

 
Al secondo mandato
Andria, il bilancio non passa: cade amministrazione Giorgino

Andria, il bilancio non passa: cade amministrazione Giorgino

 
La sentenza
Uccise gioielliera a Canosa: condannato a 18 anni

Uccise gioielliera a Canosa: condannato a 18 anni

 
Maltrattamenti
Imponeva alla moglie codice di comportamento medievale: arrestato albanese a Barletta

Imponeva alla moglie codice di comportamento medievale: arrestato albanese a Barletta

 
Nel nordbarese
Droga e armi da guerra in casa: arrestati padre e figlio a Trani

Droga e armi da guerra in casa: arrestati padre e figlio a Trani

 
Tra Corato e Bisceglie
Lama di Macina, straripa canale acque reflue del depuratore

Lama di Macina, straripa canale acque reflue del depuratore

 
Il punto
Corato e Barletta: il decoro della bandiera è un optional

Corato e Barletta: il decoro della bandiera è un optional

 
Il caso
Barletta: al cimitero niente scale, impossibile portare fiori

Barletta: al cimitero niente scale, impossibile portare fiori

 
Nel nordbarese
Barletta: a fuoco capannone zona industriale, vv.ff. trovano cadavere

Barletta: evade dai domiciliari, vv.ff. lo trovano morto in azienda in fiamme

 
I controlli
Barletta, sequestrati 140 kg di pesce e bianchetto: dati in beneficenza alla Caritas

Barletta, sequestrati 140 kg di pesce e bianchetto: dati in beneficenza alla Caritas

 
La tragedia nel 2016
Scontro treni Ferrotramviaria, oggi via al processo a Trani: 18 imputati

Scontro treni Andria, via al processo a Trani: 19 imputati
«Regione sia responsabile civile»

 

Il Biancorosso

IL COMMENTO
Il primo gradino di una scalache porta molto più in alto

Il primo gradino di una scala
che porta molto più in alto

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaIl caso
Cerignola, beccato mentre smontava delle auto: arrestato 41enne

Cerignola, beccato mentre smontava delle auto: arrestato 41enne

 
LecceLa decisione
Lecce, accusati di aver causato morte 87enne: assolti 4 medici

Lecce, accusati di aver causato morte 87enne: assolti 4 medici

 
BrindisiIl batterio killer
Xylella, Cia annuncia: «in corso eradicazioni di 12 alberi nel Brindisino»

Xylella, Cia annuncia: «in corso eradicazioni di 12 alberi nel Brindisino»

 
TarantoA grottaglie (Ta)
Cinzella Festival: nella line-up anche gli Afterhours, oltre a Franz Ferdinand, Marlene Kuntz, White Lies

Cinzella Festival: nella line-up anche gli Afterhours, oltre a Franz Ferdinand, Marlene Kuntz, White Lies

 
Materavittima un materano
Compra iPhone 7 sul web a 200€, ma è una truffa: una denuncia

Compra iPhone 7 sul web a 200€, ma è una truffa: una denuncia

 
PotenzaL'annuncio
Fca, Melfi: sindacati, a maggio alcuni stop a produzione

Fca, Melfi: sindacati, a maggio alcuni stop a produzione

 
BatÈ incensurato
Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

 

I cellulari erano «bloccati»

Scontro treni, capistazione
non potevano comunicare

incidente ferroviario Bari Nord

l'immagine della tragedia

BARI - I telefoni cellulari in uso al personale della Ferrotramviaria il giorno dell’incidente del 12 luglio, che ha causato 23 morti sulla tratta tra Andria e Corato, non erano in grado di chiamarsi tra loro. Se per ipotesi - e solo per ipotesi - uno dei capostazione si fosse reso conto di quanto stava accadendo, cioè che due treni procedevano in senso opposto sullo stesso binario, con ogni probabilità non avrebbe potuto utilizzare il cellulare di servizio per avvertire il capotreno o il macchinista, perché la rete aziendale prevedeva un sistema di abilitazioni «a gruppi omogenei».
La circostanza emerge da un verbale di incontro sindacale firmato il 28 luglio, cioè circa due settimane dopo l’incidente, che è stato acquisito dal personale della Polfer e della Polizia di Stato che opera su delega della Procura di Trani. Le organizzazioni sindacali, si legge nel documento «fanno alcune richieste relative alla telefonia: per cominciare richiedono di poter comunicare liberamente fra i dipendenti dotati di telefono aziendale, perché questo limite impedisce loro di comunicare ed anche di avere il telefono con un credito sufficiente. A volte capita, infatti, che il capostazione debba comunicare con degli agenti IE (Impianti elettrici, ndr) in linea ovvero con qualsiasi cellulare abilitato e non può, per un problema di non abilitazioni o di credito residuo». Una richiesta che Ferrotramviaria accoglie, disponendo di «eliminare i limiti di chiusura fra i cellulari, rendendoli tutti liberi di poter comunicare tra loro».
Sul punto è necessario essere molto chiari. Nel trasporto ferroviario il telefonino è considerato solo un supporto, perché tutti i treni hanno un sistema di collegamento diretto con il Dco (la sala di controllo centrale) attraverso cui è possibile colloquiare in tempo reale. Sistema che in Ferrotramviaria era perfettamente funzionante anche se, è stato accertato, non risultava attivato il meccanismo di registrazione automatica delle chiamate (pur presente e autorizzato). Tuttavia il cellulare rende possibili comunicazioni più immediate tra il personale, per esempio tra il capostazione e il macchinista, e dunque in caso di emergenza può rivelarsi uno strumento prezioso. In Ferrotramviaria, fino al giorno dell’incidente, il telefono installato nelle singole stazioni poteva chiamare tutti i cellulari aziendali, ma una gran parte dei cellulari aziendali non era abilitata a chiamarsi tra loro.
Le indagini condotte dalla Procura di Trani, che attende il deposito della consulenza tecnica sull’incidente affidata a due esperti, hanno già chiarito che lo scontro fu causato da errore umano: il capostazione in servizio ad Andria, Vito Piccarreta, avrebbe licenziato il treno diretto a Bari in quanto convinto che la linea fosse libera, senza rendersi conto della presenza di un convoglio proveniente da Corato. Lo scontro avvenne dopo 9 minuti dalla partenza del treno proveniente da Barletta, quasi in corrispondenza di una curva, ma nessuno dei due macchinisti si accorse di nulla tanto che - con ogni probabilità - non ebbero nemmeno il tempo di azionare la frenatura di emergenza. Allo stesso modo, è molto probabile che nemmeno i due capistazione (quello di Andria e quello di Corato, entrambi indagati) si siano accorti dell’errore commesso.
Ma del resto dopo aver accertato la causa dell’incidente, l’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Giannella si sta concentrando sulla sicurezza della linea, per chiarire se Ferrotramviaria ha fatto tutto il possibile ricorrendo alle migliori tecnologie disponibili. È questo il motivo per cui nel fascicolo è entrato anche lo «spad» del 21 ottobre 2014, un incidente sfiorato avvenuto sempre sulla Andria-Corato a causa di un errato «via libera»: un caso molto simile a quello dello scorso luglio che però provocò soltanto il dimissionamento del capostazione responsabile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400