Martedì 23 Aprile 2019 | 06:17

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Era finita da un privato a Chicago

L'antica pergamena
è tornata a Bisceglie

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di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - È tornata a “casa”, ovvero nell’archivio diocesano di appartenenza a Bisceglie, dopo circa mezzo secolo di peripezie subite dal furto compiuto da ignoti che l’aveva fatta finire nella lontana America, nella casa di un privato a Chicago. Si tratta di una delle 109 pergamene recuperate con altri numerosi ed antichi manoscritti a seguito di una lunga e complessa operazione internazionale compiuta congiuntamente da F.B.I., carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Bari e Roma e Soprintendenza Archivistica per la Puglia.

La pergamena salvata dalla dispersione è stata consegnata e ricollocata nell’Archivio diocesano di Bisceglie a disposizione degli studiosi. È risalente al 22 agosto 1586, fu rogata da Alessio de Alexiis nella basilica San Pietro a Roma, ed ha per oggetto la concessione di Papa Gregorio XIII dell’investitura a vescovo di Bisceglie di Giovanni Battista Soriano.

È l’unica pergamena appartenente a Bisceglie, le altre provenivano da monasteri, chiese e curie di Barletta e Trani. Per il loro recupero operarono la Soprintendente archivistica dott.ssa Maria Carolina Nardella, la funzionaria ed archivista dott.ssa Carla Palma, il comandante del suddetto Nucleo barese cap. Michelange Stefano, e don Saverio Pellegrino che all’epoca si occupava dei beni culturali dell’Arcidiocesi. La documentazione, compresa tra il XIV ed il XVIII secolo, è stata poi dotata di schede descrittive con regesti elaborati dall’archivista paleografo dott.ssa Corinna Drago.

Vi sono inoltre anche alcuni manoscritti cartacei recuperati e attinenti a Bisceglie: un editto del 1686 del vicario generale Nicola Antonio Benchi relativo alla presentazione del rettore del beneficio di giuspatronato laicale sotto il titolo di San Giuseppe nella chiesa di San Domenico di Bisceglie; la “Fede” del 1686 di un credito vantato nei confronti dell’università di Bisceglie dai fratelli Francesco e Scipione Posa della medesima città; un atto del 1735 dell’aggregazione alle famiglie nobili di Bisceglie nel 1588 della casa Papagno e l’attestato di buona condotta di Girolamo Papagno di Bisceglie. Inoltre del 1561 è la Fede del diaconato di Scalabrino de Tarsia rilasciata dal vescovo di Bisceglie. Un patrimonio culturale e storico di notevole importanza, che va costantemente difeso.

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