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E' il drago non la lontra il simbolo del parco dell'Ofanto

di PAOLO PINNELLI 
E' il drago non la lontra il simbolo del parco dell'Ofanto
di PAOLO PINNELLI

Dopo la presentazione del logo del “Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto”, selezionato col Concorso di idee nazionale, indetto dalla Provincia Bat (che gestisce in via provvisoria l’Area Protetta) arrivano idee e proposte. Il logo presenta una lontra inscritta nell’ansa del fiume nel suo tipico tratto meandriforme di valle e - secondo i selezionatori - «identifica a pieno e restituisce fortemente il senso più profondo del Parco». E invece più che la lontra dovrebbe essere il drago, secondo Pasquale Pedico, già presidente di «Storia Patria» di Barletta. «Il progetto è partito dalla vista zenitale di Google Earth. Le spire sinuose del drago sono le reali anse del fiume Ofanto. Le campiture di diverso colore, che fanno da sfondo al drago, simboleggiano la prosperità delle sponde del fiume, e non sono altro che le diverse coltivazioni fiorenti del luogo» spiegano gli architetti Alberto Luca Pedico e Francesco Paolo Cuonzo, ideatori di questo logo.

Perchè il drago? «Si favoleggia di un Drago marino commesso da Nereo, Dio marino celebratissimo degli antichi Greci, posto nella notte dei tempi, alla foce del Fiume Ofanto a vigile guardia della sua valle e della Murgia territoriale. Drago che, benevolo ed attento, fissa con l’occhio vermiglio (espressione di autorità) ed incute rispetto e legalità a tutte le genti che popolano e coltivano le rigorose terre annesse a questo Parco, faro di cultura e progresso del primo ellenismo con Canosa celebrante nel tempo il luogo della sua nascita - spiega Pasquale Pedico - Il Drago simbolo e figura istituzionale metafora come logo identificativo del Parco dell’Ofanto. Drago, dal greco Drakos, vista, occhio, animale favoloso che dicevano avere la vista acutissima, l’agilità dell’aquila e la forza del leone, rappresentato sotto forma di un serpente, posto a guardia di tesori e di luoghi incantati che rimandano alla memoria il nostro Parco dell’Ofanto».

in qui il logo. Poi Pedico aggiunge: «Il prossimo passaggio annunciato dal presidente Spina, sarà la scelta delle sedi del Parco per le quali il presidente proporrà la sede legale a Barletta e la sede operativa a San Ferdinando. Dovrebbe essere invece Canosa la corretta e storicamente giusta sede del Parco - conclude il barlettano Pedico - strano che nessuno degli amministratori canosini lo abbia fatto ancora notare a Spina». Visto che, per la decisione, è prevista la consultazione con i sindaci, sarebbe il caso di farne ammenda.

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