il caso
Omicidio di Bisceglie, rimosse dai social le minacce del figlio di Scavo: «Ce li mangeremo tutti senza pietà»
Tensione altissima dopo l'uccisione del pregiudicato di Carbonara nella discoteca Divine Club. Massima attenzione da parte della Dda. Si analizzano gli ultimi episodi avvenuti a Bari
«Si è vero papà, ora non ci sei più ma appena sapremo chi è stato ce li mangeremo tutti quanti senza pietà». È stato rimosso dai social il messaggio dal tono minaccioso apparso sul profilo social del figlio più giovane di Filippo Scavo, l’uomo di 42 anni ucciso alle 4 del mattino del 19 aprile, colpito a morte da un colpo di pistola esploso mentre si trovava nel Divine club di Bisceglie. Un messaggio che ha fatto molto discutere, soprattutto perché scritto da un bambino ma commentato dai "grandi", il che lo rende un elemento di interesse investigativo su quanto avvenuto nel locale da ballo.
Il post, pubblicato nella serata di domenica, è stato rimosso stamattina 20 aprile. Ed è stato sostituito da un messaggio dal tono diverso. «Papà ti hanno portato via da me finiscamente... Ma so che con la tua anima mi proteggerai sempre... non lasciarmi mai... ti dedicherò ogni mio traguardo ti amo infinitamente».
Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari, con i carabinieri coordinati dalla pm Bruna Manganelli, si stanno concentrando sul passato del 42enne Scavo, vicino al clan Strisciuglio, il cui nome compare in diversi atti giudiziari relativi a gruppi composti da esponenti di clan baresi che sono soliti fronteggiarsi in locali e discoteche. L’uomo è considerato uno spacciatore, per quanto negli ultimi anni abbia ufficialmente affermato di aver cambiato strada, e sono note le ramificazioni territoriali degli Strisciuglio nel Nord barese. L’ipotesi che nella notte tra sabato e domenica ci sia stata una lite con esponenti di clan avversari, dunque, è tutt’altro che campata in aria. Soprattutto considerando i precedenti.
Non è chiaro se il ferimento di un 21enne, Kevin Ciocca, alle porte di Bari Vecchia, sia collegato all’episodio di Bisceglie. Il ragazzo è incensurato, ha qualche segnalazione come assuntore di stupefacenti, ma ha frequentazioni che lo avvicinano al mondo dei clan del Borgo antico di Bari. Chi indaga è più propenso a collegare l’episodio del ferimento di Bari vecchia con le fibrillazioni tra spacciatori esplose dopo la gambizzazione del 10 aprile fuori dalla sala giochi Play Games di viale della Repubblica. Ma ogni pista rimane aperta.