dalla città
Gazebo, dehors e tavolini: a Trani ecco le nuove regole
Il documento, redatto a dicembre 2024 e revisionato a novembre 2025, mette fine a un vuoto normativo che durava da anni e disciplina l’occupazione di suolo pubblico per bar, ristoranti e attività alimentari
«Finalmente regole chiare per il decoro e la valorizzazione della città. Così dimostriamo che si governa per la città fino all’ultimo giorno utile, senza lasciarci distrarre dalla campagna elettorale». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, commentando l’approvazione del «Regolamento per allestimento spazi all’aperto su suolo pubblico, o privato ad uso pubblico, per il consumo di cibi e bevande sul posto, annessi a locali dl pubblico esercizio di somministrazione, di vicinato e artigianato alimentare»: in una sola parola, i dehors.
Il documento, redatto a dicembre 2024 e revisionato a novembre 2025, mette fine a un vuoto normativo che durava da anni e disciplina l’occupazione di suolo pubblico per bar, ristoranti e attività alimentari. Con 24 voti favorevoli e nessun contrario, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il nuovo regolamento per l’occupazione di suolo pubblico destinato all’allestimento di dehors, padiglioni, gazebo e strutture affini annesse ai locali di pubblico esercizio. Un risultato che fotografa non solo la condivisione politica attorno al provvedimento, ma anche il lavoro preparatorio che ne ha preceduto l’approvazione.
Il documento è frutto di un percorso partecipato, avviato con una manifestazione d’interesse del dicembre 2023, che ha coinvolto soggetti pubblici e privati: il Comando di polizia locale; l’Asl Bt con i suoi uffici di igiene pubblica e degli alimenti; la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Bat e Foggia; l’Ordine degli architetti e quello degli ingegneri; il Collegio dei geometri; Confesercenti; Legambiente; associazione Il colore degli anni. Una platea ampia, il cui coinvolgimento ha puntato a costruire uno strumento normativo il più possibile condiviso e aderente alle specificità del territorio.
Vengono individuate tipologie precise di strutture autorizzabili - dai semplici dehors con arredi di cortesia, classificati come D1, fino ai più strutturati padiglioni P1 e P2 in vetro e metallo - e le distribuisce per ambiti e contesti urbani, con regole più stringenti per il centro antico e l’area portuale e maggiore flessibilità per le zone di più recente urbanizzazione. La superficie massima concedibile è fissata in 50 metri quadrati, con possibilità di calcolarla sull’intera superficie calpestabile interna per i contesti «porto e moli» e «centro antico», che presentano caratteristiche distributive particolari.
Sul fronte della temporalità, il regolamento distingue tra strutture stagionali - installabili per un massimo di 180 giorni l’anno - e permanenti, autorizzabili per un periodo compreso tra uno e cinque anni, rinnovabile. Norme precise regolano anche i materiali, che devono essere ignifughi, smontabili e non invasivi rispetto al suolo pubblico, con il divieto assoluto di infissioni murarie o cementifere, salvo eccezioni debitamente autorizzate.
Un capitolo rilevante riguarda le aree demaniali marittime: per le strutture che insistono entro trenta metri dal demanio marittimo, il titolo autorizzativo diventa efficace solo dopo il rilascio del nulla osta previsto dal Codice della navigazione, con un iter che coinvolge contestualmente lo Sportello unico per le attività produttive e il Compartimento marittimo.
Il regolamento non trascura il versante sanzionatorio. Le occupazioni abusive o difformi rispetto a quanto autorizzato sono soggette alle sanzioni previste dal Codice della strada, oltre quelle in materia di sicurezza pubblica. Per le violazioni alle norme regolamentari non coperte da altre disposizioni di legge è prevista una sanzione pecuniaria da 150 a 600 euro con la possibilità, in caso di inottemperanza, della rimozione in danno delle strutture da parte del Comune. Nei casi più gravi è prevista anche la confisca dei manufatti abusivamente collocati su suolo pubblico.
I titolari di autorizzazioni in corso di validità alla data di entrata in vigore del regolamento avranno sei mesi di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni, con la possibilità di una proroga di ulteriori sei mesi per ragioni di carattere amministrativo. Tutte le concessioni esistenti saranno ritenute decadute all’entrata in vigore del provvedimento, con obbligo di presentare nuova istanza entro i termini indicati. Il regolamento entrerà in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione all’Albo Pretorio comunale.