il caso
Bat, bufera sulla Provincia dopo l'indagine per corruzione. Il Pd: «Lodispoto ora deve dimettersi»
Il commissario provinciale contro il presidente: «Giudizio politico negativo». E i grillini: «Lasci anche la poltrona di sindaco di Margherita»
Continua a scatenare reazioni politiche l’inchiesta della Procura di Trani per corruzione nella quale sono indagati il presidente della Provincia Barletta-Andria-Trani (Bat), Bernardo Lodispoto, 74 anni, sindaco di Margherita di Savoia; il suo ex vice Lorenzo Marchio Rossi, 70 anni, ex segretario provinciale del Pd; e il consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra, 64 anni, anche lui fino a poco tempo fa esponente del Pd. Il presunto corruttore sarebbe un imprenditore della zona.
Dopo l’appello del coordinatore provinciale di FdI, Francesco Ventola, anche il centrosinistra chiede che Lodispoto faccia un passo indietro. Sul punto si schiera anche il Pd con il commissario provinciale della Bat, Dario Parrini. «Reputo essenziale ribadire, in sede politica, il giudizio profondamente negativo che da mesi, come Pd della Bat, abbiamo maturato nei confronti dell'operato del presidente Lodispoto - scrive Parrini -, con puntuali e serie contestazioni delle sue scelte particolarmente per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e le modalità di coinvolgimento effettivo della maggioranza che lo ha eletto nella determinazione delle decisioni di governo. Contestazioni che sono cresciute col passare dei mesi e che hanno condotto il Pd prima a lasciare la vicepresidenza e a chiedere ai suoi esponenti di rimettere le deleghe, e poi, più di recente, a decidere, d'intesa coi sindaci del centrosinistra, il passaggio all'opposizione. Proprio per la sussistenza di questa grave crisi politica, suscettibile di creare situazioni di stallo che non sono nell'interesse dei cittadini della provincia, sono tra quanti ritengono necessario e non rinviabile un passo indietro del Presidente Lodispoto. Le sue immediate dimissioni sarebbero un atto di responsabilità nei confronti del territorio che ha avuto l'onore di servire e tra l'altro avrebbero l'effetto positivo di rendere possibile in primavera la contemporanea elezione del consiglio provinciale e di un nuovo presidente».
Ieri 7 gennaio era intervenuta anche Letizia Morra, coordinatrice provinciale M5S della Bat. «Per noi - scrive - è necessario, come ribadito più volte, adottare a ogni livello istituzionale un Patto per la legalità e un codice etico. La trasparenza, il rispetto delle Istituzioni devono essere sempre al centro dell'azione amministrativa. Le alleanze si costruiscono sulla base di una visione comune. Su temi importanti come la legalità e l'etica pubblica non faremo mai passi indietro. Per noi è fondamentale difendere e tutelare gli interessi dei cittadini. Alla luce di quanto emerso fino a ora, Lodispoto dovrebbe valutare le dimissioni dai propri incarichi di sindaco del comune Margherita di Savoia e presidente della Provincia Bat, per garantire ai cittadini e ai territori che rappresenta la massima trasparenza. Ci auguriamo che possa dimostrare la sua estraneità ai fatti insieme agli altri esponenti politici coinvolti».
Sulla stessa linea anche i sindaci del centrosinistra Angelantonio Angarano (Bisceglie), Amedeo Bottaro (Trani), Giovanna Bruno (Andria) e Michele Lamacchia (San Ferdinando), che chiedono le dimissioni di Lodispoto invocando anche loro «ragioni politiche» e non giudiziarie. «Già da tempo - scrivono in una nota i quattro sindaci - abbiamo ritirato l'appoggio di maggioranza al presidente Lodispoto, chiedendone verifica formale a fine novembre, dalla quale emergeva la carenza dei minimi presupposti utili a proseguire con serenità l'azione politico-amministrativa».
«La nostra mancata partecipazione alla sessione di bilancio di dicembre - prosegue la nota dei quattro sindaci del centrosinistra -, ha ulteriormente cristallizzato questo stato di cose. Pertanto, chiediamo al presidente Lodispoto di prendere atto di questo impasse e di rendere agevole un nuovo corso politico per l'ente Provincia che ha da raggiungere importanti e attesi obiettivi di miglioramento delle comunità della sesta provincia pugliese, considerando l'imminente voto primaverile che interesserà il Consiglio provinciale e a cui sarebbe opportuno si abbinasse pure il cambio al vertice».
A loro si unisce l’Intergruppo consiliare «Cultura, Salute e Ambiente» di Andria (Michele Coratella e Vincenzo Coratella del M5s, Michele Di Lorenzo indipendente di sinistra e Gianluca Grumo di Azione), la cui richiesta di dimissioni di Lodispoto nasce «da una valutazione oggettiva e politica di una gestione caratterizzata da incapacità, inefficienze e inerzia prolungata, che ha reso l’ente provinciale sempre più marginale e inefficace. La Provincia ha dato prova di gravi fragilità amministrative e di un sostanziale immobilismo sul territorio». Nell’elenco di quelli che l’Intergruppo consiliare definisce i «fallimenti più evidenti» di Lodispoto, ci sono «la mancata approvazione del bilancio, segnale di una gestione finanziaria opaca e priva di stabilità; la revoca del finanziamento di 3,3 milioni di euro destinato alla riconversione dell’ex Centro provinciale “Bonomo” in ostello turistico, con la conseguente restituzione di 980 mila euro già incassati; l’assenza di risultati concreti in materia ambientale e di manutenzione delle strade e degli edifici scolastici; la incresciosa vicenda della cosiddetta tangenziale ovest di Andria». [red. cro.]