il caso

Sicurezza nella Bat: «Polizia, mancano in 90 all’appello»

Nico Aurora

Tiani (segretario nazionale Siap): basta ritardi, occorre intervenire con urgenza

TRANI - «Mancano ancora 90 uomini all’appello. Ma questo anche perché la nostra è una Questura giovane, aperta in un momento di crisi demografica delle forze di polizia in quanto l’età anagrafica media dei poliziotti è molto alta e paghiamo lo scotto di dodici anni di concorsi bloccati. È quindi un problema nazionale, ma noi lo avvertiamo ancora di più a livello locale».

Così il Giuseppe Tiani, segretario nazionale del Sindacato italiano appartenenti polizia, a margine del Magna Grecia Award in corso di svolgimento a Palazzo Beltrani. L’altra sera, accompagnando il vice capo vicario della Polizia di Stato, il prefetto Vittorio Rizzi, il sindacalista tranese si è soffermato con il cronista sullo stato dell’arte degli organici delle forze dell’ordine nella Bat a due anni di distanza dalla inaugurazione della Questura e dei Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza.

Peraltro proprio qualche settimana fa, in occasione del secondo anniversario dell’istituzione dei presidi della sicurezza nella Bat, il Sottosegretario di Stato all’Interno, Nicola Molteni, aveva presieduto in Prefettura un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con tutte le autorità del territorio. Ed in quell’occasione aveva affermato, fra le altre cose, che «per la prima volta quelli che arrivano sono più di quelli che vanno via».

Può lo scenario descritto considerarsi sufficiente per sentirci più sicuri sul piano della percezione della sicurezza? «No - risponde Tiani -, è sufficiente solo per tamponare. Io, come pugliese e segretario generale del Siap, ho ripetutamente sollecitato l’incremento di uomini nei territori della Bat in primis e del leccese subito dopo. Infatti, sono le zone più carenti rispetto al turismo internazionale che sta dilagando da noi. Siamo un po’ la Florida europea, arriva gente da tutto il mondo e, dove c’è gente, ci sono denaro, imprese che camminano e però arrivano anche il crimine ed il racket».

Tiani, peraltro, non parla soltanto di sicurezza nelle città con riferimento, per esempio, ai luoghi della movida, ma di fenomeni sempre più differenziati e dilaganti che vanno attentamente tenuti in considerazione. «Non va sottaciuto nel nostro territorio così vasto, certamente ben più dei 400.000 abitanti che ha - considera il sindacalista della Polizia -, il fenomeno del racket delle campagne lungo la direttrice che da Trani-Andria va verso Minervino-Spinazzola: la bellezza dei nostri uliveti e le tante coltivazioni sono messe in pericolo dai delinquenti che taglieggiano contadini e imprese agricole».

Al netto delle questioni descritte e che minano il territorio, a difesa del quale Tiani riconosce a tutte le forze dell’ordine «il merito di agire con professionalità, scrupolo e risultati in ogni caso convincenti», resta alto, da parte del Siap, l’allarme su una criminalità «che sta iniziando a rialzare la testa. Il nostro sindacato è fortemente impegnato sui temi dell’antimafia, siamo contro tutte le mafie, tutti i crimini e qualsiasi forma di violenza. Riconosciamo, allo stesso tempo, il valore degli uomini che io rappresento come sindacalista della Polizia di Stato, che rendono alla collettività un servizio che certamente si rivela come l’indicatore democratico della qualità della cultura civile del Paese. Quella che ancora di più serve è una Polizia aperta al servizio dei cittadini e non più dell’autorità: siamo convinti che la strada sia quella giusta. Il nostro territorio in passato ha avuto fenomeni di crimine associato molto gravi, ma quel crimine è stato debellato e quindi lo Stato ha vinto. Oggi bisogna presidiare il territorio con più uomini e mezzi possibili: opere d’arte, storia, cultura e turismo - conclude Tiani - non possono e non devono essere preda del crimine opprimente di cui ci siamo liberati».

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