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Vasto incendio a Trani, indaga la Polizia

Vasto incendio a Trani, indaga la Polizia

L’intervento di spegnimento del rogo scoppiato nei pressi della cabina primaria di trasformazione di Amiu

Il rogo scoppiato l’altra notte nei pressi della cabina di trasformazione di Amet: bruciati scarti della lavorazione delle olive

14 Giugno 2022

Nico Aurora (foto Calvaresi)

TRANI - Indaga la Polizia di Stato in merito al vasto incendio di scarti della lavorazione delle olive avvenuto l’altra notte nell’agro di Trani, a breve distanza dalla cabina primaria di trasformazione di Amet, che si trova lungo la complanare nord della Provinciale 1 Trani-Andria. Per spegnere l’imponente rogo sono servite un’azione iniziale di argine da parte di una squadra specializzata degli Operatori emergenza radio, riconosciuti come unità antincendio dalla Protezione civile, e successivamente i Vigili del fuoco, giunti sul posto con numerosi mezzi di servizio e che hanno completato il lavoro soltanto alle 17 di ieri. Ad alimentare il fuoco sia il vento, sia le sterpaglie intorno al materiale bruciato, soprattutto olio di sansa, che si autoalimentava e ha fatto levare un fumo acre e conseguenti odori molesti che il vento ha spinto verso la città, dove in molti fanno fatica a riposare e temuto che stesse bruciando qualcosa di persino più nocivo.

Peraltro, sono proprio questi i giorni di un triste anniversario, quelli che il 9 giugno 2015 portarono alla scoperta della prima cava fumante in contrada Casa rossa, con l’intera parete di una cava dismessa che per lunghi giorni sprigionò fiamme e fumi molto alti bruciando plastica ed altro materiale speciale, abusivamente stoccato da ignoti forse per anni.
A distanza di due anni, in contrada Monachelle, a pochi passi dalla vecchia discarica comunale e di masseria Sant’Elena, altro incendio in una cava dismessa e altro fumo che destò notevole preoccupazione nella popolazione anche per la vicinanza con il parco di Santa Geffa e l’incertezza sulla natura del materiale in combustione, che poi si scoprì essere plastica frammista a vetro. Quanto accaduto l’altra notte appare però un episodio ben circoscritto per quanto riguarda sia il luogo, sia le responsabilità, che adesso andranno accertate. A quanto si è appreso, gli autori del rogo potrebbero essere venuti da fuori, in quanto bande specializzate nel fare scomparire rifiuti speciali liberando chi li produce dagli ingenti costi di dmaltimento. Il proprietario del sito, invece, è prossimo all’individuazione e potrebbe rispondere del rogo in concorso con gli autori, o anche solo per la sola mancata custodia della sua area.

A dare l’allarme, per primo, Nunzio Di Lauro, presidente dell’Associazione nazionale tutela dell’ambiente, riconosciuta dal ministero e la cui sede provinciale è a Trani. Di Lauro, con l’occasione, rivolge un accorato appello a tutte le istituzioni affinché si adoperino per prima cosa a fare eseguire la bonifica dei terreni ancora incolti ai sensi delle ordinanze antincendio, che obbligano l’aratura dei fondi pubblici e privati entro la data di domani, 15 giugno 2022. L’altra richiesta dell’Anta è l’intensificazione dell’azione ispettiva, per prevenire deprecabili fenomeni come quello accaduto l’altra notte a Trani.

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