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In Puglia e Basilicata

Agricoltura

Ciliegie, a Bisceglie una stagione da incorniciare ma manca il marchio Igp

Ciliegie, una stagione da incorniciare

Bacchettata alla Regione Puglia: «Dovrebbe iniziare a porsi il problema»

09 Giugno 2022

Luca De Ceglia

BISCEGLIE - Affari a gonfie vele nella raccolta della ciliegia di Bisceglie, tra le località leader in Puglia, nella quale si concentra quasi il 40% della produzione nazionale. Bisceglie è “culla” della celebre ciliegia “Ferrovia”, che viaggia verso l’Europa e l’Italia settentrionale. La campagna di quest’anno, favorita dal clima caldo e senza subire danni da maltempo, ha portato una notevole produzione di “oro rosso”, Contenuti i prezzi nel “troppo pieno”, con un volume d’affari comunque eroso dalle solite criticità nel commercio.

In primis, vi è la mancanza di un marchio IGP ed anche di un’AOP (Associazione Produttori Ortofrutticoli). Perciò spesso la “Ferrovia” balza al centro dei dibattiti fra tecnici, produttori e consumatori. «Tali lacune sono surrogate da più tempo da un sistema privatistico imprenditoriale che alimenta i mercati collegati ai canali nazionali e non, sostituendosi alla più congeniale formula consortile aggregata, tanto attiva altrove – sostiene Gianni Naglieri, assessore all’agricoltura del Comune di Bisceglie - in considerazione delle criticità che si manifestano in annualità caratterizzate dal troppo vuoto o dal troppo pieno produttivo, viene spontaneo guardare a quei fattori come la Shelf life (letteralmente “vita di scaffale”), che se applicata alla declinazione commerciale delle ciliegie, attraverso le possibili procedure di trasformazione, farebbero slittare il valore del prodotto, mantenendolo remunerativo ed in vita fino a 2 anni». Per Naglieri «tanto accadrebbe nel breve periodo, compreso tra 10 e 60 giorni, per i prodotti di panificazione (nel medio tra i 60 e i 360 giorni per birre, succhi e spirits) e nel lungo, fino a 2 anni, con le confetture, estratti e disidratati».

Da Bisceglie intanto viene lanciato un invito ai cerasicoltori: «Dare priorità assoluta alla ciliegia Ferrovia di calibratura non inferiore alla 28». Questo, non risolverà definitivamente l’effetto dumping in corso, condizionato peraltro anche dalle cospicue produzioni nazionali ed internazionali, ma, servirà quantomeno ad avere una concentrazione omogenea del prodotto e a garantire un’offerta più sostenibile. «Chiunque deciderà di fare il contrario si accollerà un rischio e si ritroverà a breve con dei costi di raccolta e di lavorazione commerciale difficilmente compensabili da eque valorizzazioni del prodotto, ove ciò avvenga – spiega Naglieri - mi auguro anche che dopo questa campagna intervenga l’area tecnica associativa per porre fine a questo proliferare di varietà, difficilmente aggregabili».

C’è dunque un allarme rosso? «Con grande previsione elaborata già da fine aprile posso affermare che siamo ufficialmente entrati nella fase del collasso commerciale - dice l’assessore all’agricoltura - produzioni di ciliegie hanno raggiunto un livello quantitativo molto alto ed il collo d’imbuto della Grande Distribuzione Organizzata è oramai troppo stretto per poter dare ancora spazio a lotti di piccola calibratura e a varietà non competitive, che non potrebbero sostenere il mercato dell’esportazione».

Una sonora bacchettata, in tale contesto, viene data alla Regione Puglia. «Sarebbe auspicabile che la Regione inizi realmente ad approcciarsi al problema, uscendo dal clichè dei patrocini delle feste di popolo – chiede Naglieri – promuovendo la costituzione del marchio IGP Puglia, sostenendo la filiera diretta alla costituzione di un’AOP, favorendo le iniziative di impresa per la trasformazione e commercializzazione delle ciliegie e dei suoi sottoprodotti».

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