Mercoledì 19 Giugno 2019 | 09:34

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Barletta, processo inquinamento
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Il gup accoglie le richieste della pubblica accusa: nessun colpevole

Barletta, processo inquinamentodella cementeria: tutti assolti

TRANI - Tutti assolti gli otto imputati del rito abbreviato accusati del presunto disastro ambientale attribuito alla cementeria Buzzi Unicem di Barletta. Dunque, tutto secondo previsioni l’esito del giudizio abbreviato, così come ipotizzato alla luce della dinamica del procedimento culminato con la richiesta di assoluzione da parte proprio della Pubblica Accusa. Peraltro, il Comitato Operazione Aria Pulita Bat aveva di fatto rinunciato alla costituzione di parte civile; hanno continuato a presenziare solo le parti civili “pubbliche” e cioè Comune, Provincia, Regione.

Il gup ha assolto, a seconda dei casi “perché il fatto non sussiste” o “per non aver commesso il fatto”: l’ingegner Giuseppe Gravina, il dr. Roberto Giua, Salvatore Ficocelli, Massimiliano Antonio Maurelli, Carmelo Capoccia, dipendenti dell’ARPA Puglia interessatisi al campionamento fumi ed ai relativi verbali di prelievo del 25 marzo 2011, e tre membri del Comitato Tecnico provinciale BAT che istruirono la pratica ed espressero parere favorevole alla concessione dell’autorizzazione di valutazione d’impatto ambientale alla gestione dei rifiuti: il dottor Francesco Contento, il geologo Andrea Salvemini, la dr.ssa Francesca Seccia.

Stessa sorte assolutoria si prevede per i nove imputati che non hanno scelto l’abbreviato e sono a dibattimento. Per loro la sentenza è attesa l’8 ottobre: anche in questo il pubblico ministero Simona Merra ha chiesto l’assoluzione.
Al vaglio dibattimentale ed al giudizio abbreviato si giunse in virtù dei provvedimenti dell’ex giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani Francesco Messina, nonostante la Procura (le indagini furono condotte dall’ex pm Antonio Savasta) avesse chiesto il «non luogo a procedere» per tutti gli imputati.

Fu chiesto il rinvio a giudizio anche di Silvio Picca e Pietro Buzzi, succedutisi quali legali rappresentanti della Buzzi Unicem spa; Giuseppe Angelo Dalena legale rappresentante della srl Dalena Ecologia che ha sede legale a Putignano e stabilimento a Barletta in Via Vecchia Madonna dello Sterpeto; Ruggiero Rosario Bruno, legale rappresentante della TRA.SMA.R. sas che ha sede a Barletta in Contrada Crocifisso. Ed ancora di altri membri del Comitato Tecnico provinciale BAT: l’architetto Pasquale Antonio Casieri, l’ing. Giancarlo Chiaia, l’avv. Giampaolo Sechi.

Per gli uffici della Regione furono imputati gli ingegneri Giuseppe Tedeschi e Paolo Francesco Garofoli, rispettivamente dirigente del Servizio Rischio Industriale della Regione Puglia e funzionario “alta professionalità AIA”.

Per quanto inizialmente ricostruì l’inchiesta, gli amministratori della Spa Buzzi Unicem avrebbero gestito “illecitamente di fatto un impianto d’incenerimento rifiuti speciali forniti dalle imprese Dalena Ecologia e Trasmar grazie all’autorizzazione o al falso parere favorevole all’esercizio di quest’attività, fornito dai funzionari regionali e dai dipendenti ARPA con la qualifica di pubblici ufficiali. Ci sarebbero state “emissioni inquinanti rivenienti dalla combustione di rifiuti superiori al limite di legge prevista nell’ambito della tipologia dei rifiuti, trattandosi di un impianto ubicato nei 200 metri da insediamenti residenziali”.

L’inquinamento, si ipotizzò, sarebbe stato possibile anche grazie a qualche occhio chiuso da parte dei controllori istituzionali. Dal 18 febbraio 2012 in poi i fatti contestati.

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