La visita
Basilicata, la diga di Monte Cotugno fondamentale per l’agricoltura
La commissione Ambiente della Camera dei deputati ha fatto un sopralluogo. Gli interventi, concepiti ormai 11 anni fa e poi più volte sospesi e rimandati, potrebbero finalmente rispettare il cronoprogramma che prevede la loro conclusione entro la fine del 2026
Sul gigante in terra battuta, il muro di sbarramento sul Sinni nel territorio di Senise, lungo quasi due chilometri, continuano i lavori di rifacimento del manto di tenuta idraulica. Gli interventi, concepiti ormai 11 anni fa e poi più volte sospesi e rimandati, potrebbero finalmente rispettare il cronoprogramma che prevede la loro conclusione entro la fine del 2026. La diga di Monte Cotugno, la più grande d’Europa in terra battuta proprio per la lunghezza dello sbarramento, è stata al centro di un sopralluogo della Commissione Ambiente, Territorio, Infrastrutture e Lavori Pubblici della Camera dei deputati alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali.
«Dovremo completare la fresatura dell’intero manto e, rispettando i tempi previsti, entro la stagione delle piogge invernali 2026 saremo in condizione di aumentare la capacità dell’invaso di circa 200 milioni di metri cubi», ha spiegato Decollanz che ha precisato come al termine dei lavori sarà necessario un breve tempo tecnico per il collaudo e per ricevere le autorizzazioni dalla direzione generale Dighe. Come spiegato dall’ingegnera Maria Rosaria Sena, responsabile tecnico di Acque del Sud, «attualmente è in corso la fresatura del manto, fase preliminare alla posa del nuovo strato impermeabile, che garantirà la tenuta idraulica dell’invaso e consentirà di richiedere un aumento della capacità di accumulo dell’acqua. I lavori sono finanziati interamente dalla Regione Basilicata, e la fase di fresatura dovrebbe terminare entro marzo lungo l’intera lunghezza del coronamento, di circa 1,8 km».
Occhi puntati anche sulla galleria Sarmento, entrata in funzione solo nel 2017 dopo decenni di attese, per portare maggiore risorsa idrica nella diga. Ora circa a metà del suo percorso presenta un crollo, con la presenza di materiale e soprattutto gas infiammabile, che rallenta gli interventi e richiederà un progetto di risanamento con costi stimati superiori ai 20 milioni di euro. «Si tratta di una situazione delicata – ha spiegato Decollanz– che richiederà tempi lunghi per il completo ripristino».
In compenso, ha aggiunto , «sono in corso i lavori sulla traversa del Sauro, che dovrebbero concludersi entro la fine del 2026. Oggi utilizziamo ancora i benefici del grande schema idrico progettato dalla Cassa del Mezzogiorno. Il progetto non è stato completato, soprattutto per quanto riguarda l’interconnessione tra gli invasi, necessaria a spostare le risorse dove servono. Su questo obiettivo stiamo lavorando con la Regione Basilicata, con l’intento di rendere finalmente operativo l’intero sistema idrico».
Il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia, che ha coordinato la visita, ha sottolineato l’importanza dell’opera per le attività produttive, l’agricoltura e i cittadini, ricordando l’attenzione della commissione all’intero sistema idrico della Basilicata. Mattia ha inoltre annunciato ulteriori approfondimenti sulla ristrutturazione della diga del Rendina, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la capacità di invaso e garantire una gestione più efficace dell’acqua anche nelle fasi di emergenza.