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A Policoro spunta una trivella per la ricerca di gas

di FILIPPO MELE
L’area interessata al posizionamento della struttura di perforazione è situata tra serre e frutteti. Le case coloniche più vicine sono a poche decine di metri. Ad un chilometro di distanza corre la Sinnica e a 2-3 c’è il centro Enea-Sogin della Trisaia. La stessa distanza, più o meno, che separa la zona dalla periferia del centro abitato. Dalla tabella dei lavori si può evincere che il committente è la Gasplus Italiana spa
A Policoro spunta una trivella per la ricerca di gas
POLICORO - Spunta una trivella per la ricerca del gas in zona Bosco Pantano Soprano. Ieri, su via Adua, erano al lavoro gli operai ed i mezzi meccanici che stanno predisponendo la piattaforma. L’area interessata al posizionamento della struttura di perforazione è situata tra serre e frutteti. Le case coloniche più vicine sono a poche decine di metri. Ad un chilometro di distanza corre la Sinnica e a 2-3 c’è il centro Enea-Sogin della Trisaia. La stessa distanza, più o meno, che separa la zona dalla periferia del centro abitato. Dalla tabella dei lavori si può evincere che il committente è la Gasplus Italiana spa e che si tratta della realizzazione di: “Postazione sonda masseria Morano1 dir”. 

Oltre ai nomi di progettisti, direttore dei lavori, e della ditta esecutrice, è riportato alla voce “Autorizzazione” che la Dia (Denuncia inizio attività) è stata presentata l’8 agosto. E con i lavori di predisposizione della trivella sono spuntate anche le polemiche politiche. Sul suo blog, il segretario provinciale del Prc, Ottavio Frammartino, ha scritto: «In nessuna parte del mondo è permesso eseguire ricerche di idrocarburi vicino ad abitazioni, laghi e coste (peggio ancora centri nucleari). Negli Usa proibiscono di trivellare a 160 km dalle spiagge. Non esistono per gli abitanti di Policoro prescrizioni rigide sull’impatto ambientale che la trivellazione avrà sulla salute delle persone, lo stato delle acque, dell’aria, e sui probabili danni a cose, strutture, ed aziende agricole per fenomeni di microsismicità e subsidenza. Insomma - ha concluso Frammartino - qui, invece del gas gratis ai cittadini, si regalano solo inquinamento e danni all’economia locale. Il sindaco Nicola Lopatriello poteva tranquillamente bloccare l’autorizzazione rilasciata dalla Regione con un ricorso al Tar che non ha fatto». Ma non ha tardato ad arrivare la reazione del primo cittadino. 

«Ieri mattina - ha rivelato Lopatriello alla Gazzetta - gli assessori Luisa Lasaponara e Saverio Carbone, con i vigili urbani e personale dell’Ufficio tecnico, sono stati in via Adua. Metterò in atti ogni possibile azione legale per bloccare i lavori. Noi, come Comune, purtroppo, non c’entriamo nulla con queste autorizzazioni che sono rilasciate dalla Regione. A noi è stata presentata solo una Dia. Verificheremo se possiamo dare uno stop alla prosecuzione dei lavori per il posizionamento della trivella». Pronta anche la replica al Prc: «Se i dirigenti di questo partito vogliono venire a manifestare con me contro la Regione, che da le autorizzazioni a perforare il nostro territorio, ben vengano».

Due proteste dello stesso tono
Protagoniste la Ola e Noscorie
La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e l’associazione Noscorie Trisaia dissero no alla trivella “Masseria Morano 1 Dir” già il 13 e il 14 agosto. «A luglio - scrisse la Ola - la Giunta regionale ha autorizzato la Gasplus Italiana a perforare un nuovo pozzo a Policoro. Questa decisione è l’ennesima che riguarda la costa e il mar Ionio presi d’assalto dalle trivelle. La Ola denuncia come per il nuovo pozzo autorizzato dalla Regione anche a seguito di un procedimento favorevole di Valutazione di impatto ambientale non si sia tenuto in conto che esso si trova vicino ad abitazioni civili ed è situato su terreni coltivati». Sulla stessa lunghezza d’onda Noscorie che il 14 agosto invitò l’assessore Vincenzo Santochirico a ritirare l’autorizzazione. 
di FILIPPO MELE

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