Sul sagrato della chiesa c'erano tanti ragazzi, amici d’infanzia e compagni di scuola dell’Istituto Marconi di Potenza, ad aspettare la bara bianca, coperta di fiori candidi. E proprio ai giovani si è rivolto il parroco, don Giuseppe Nolè, che nell’omelia ha suggerito loro di vivere “con più spiritualità per superare il disagio di un’età troppo materialista”.
Poche frasi, quelle del sacerdote, che ha spiegato di “non voler usare parole fuori luogo in questa tragedia”, chiedendo poi una preghiera, “una supplica” per Grazia e Bruno, i cui funerali si svolgeranno nel pomeriggio a Pignola (Potenza).
Al termine della celebrazione, la bara è stata accompagnata da un lungo applauso, dedicato a una ragazza “bella e libera, come uno stormo di rondini a cui qualcuno ha spezzato le ali”, come ha scritto la famiglia in un manifesto affisso a Potenza.
IL SINDACO: DARE RISPOSTE VALORIALI AI GIOVANI
Il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, ha partecipato stamani ai funerali di Grazia Gioviale “non solo per esprimere alla famiglia il dolore della città, ma anche perchè ben consapevole del fatto che un dramma di questo tipo chiama anche le Istituzioni ad un duro esame di coscienza”.
In una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa, Santarsiero ha evidenziato che “non c'è manifestazione di disagio e di violenza che non porti con sè una forma di inadeguatezza della intera comunità a prevenire, formare, ascoltare, solidarizzare, recuperare. Ho colto però nello sguardo attonito e smarrito dei tanti giovani presenti in Chiesa qualcosa di più. La paura verso una società non solo carente di valori, riferimenti, strutture cui ancorare una esistenza, ma anche drammaticamente permeata di una cultura che spesso vuole la donna ancora un oggetto privato su cui poter scaricare violenze inaudite”.
Per il sindaco, “saremo società nuova, democratica e civile quando sapremo coniugare il rispetto sovrano per l’altro senza alcuna distinzione di sesso e quando, in ogni contesto, ed in ogni situazione, sapremo guardare alle donne come l’altro con cui confrontarci e rapportarci sempre e solo – ha concluso Santarsiero – con civiltà e riguardo assoluto”.
















