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Panchine «a tempo»
in via Sparano

Le sedute, che verranno poi rimosse, saranno installate dov'erano i vecchi vasconi

Panchine «a tempo»  in via Sparano

di FRANCESCO PETRUZZELLI

L’effetto cannocchiale già si intravede su alcuni isolati. Con buona parte delle palme ormai scomparsa e trasferita altrove, nei restanti giardini della città. Ma passanti e pedoni torneranno ad accomodarsi tra le vetrine. Anche solo per una sosta da shopping o per conversare al sole. Perché via Sparano avrà nuovamente le sue panchine, seppur temporanee.

Saranno installate nei prossimi giorni le sedute sulla principale via dello shopping cittadino. Una decisione per andare incontro ai commercianti, ma anche per scongiurare il rischio che qualche automobilista torni furbescamente a percorrere la strada come negli anni ‘70, prima della definitiva chiusura al traffico. «Posizioneremo un numero significativo di panchine in prossimità delle piazzole dov’erano i vecchi vasconi. E spariranno progressivamente con l’inizio del cantiere che procederà isolato dopo isolato», annuncia l’assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso.

Le panchine, del tipo con spalliera (proprio quelle che chiedono i comitati contrari al progetto Salimei e ai «cubetti in cemento in stile lapidi») saranno poi riutilizzate in altri parchi e giardini dove mancano o dove sono state vandalizzate.

Insomma, una piccola consolazione seppur momentanea che durerà sino all’Epifania, data oltre la quale gli operai inizieranno a scavare dal lato della stazione, esattamente in piazza Umberto (anche lì sparirà il vascone centrale con gli alberi). La dipartita delle palme, ormai ne sono rimaste in tre delle 23 complessive, è necessaria per permettere i primi interventi nella rete dei sottoservizi, almeno da parte di Amgas e Acquedotto Pugliese.

Ma anche ieri non sono mancate ennesime e isolate proteste per la perdita del verde. Ci ha pensato il consigliere comunale di centrodestra Giuseppe Carrieri (Impegno civile) ad attaccare alcuni cartelli, «No alla rimozione delle palme», nel tratto tra corso Vittorio Emanuele e via Calefati, ancora per poco risparmiato dall’intervento di operai e giardinieri. «Perdere il verde è sbagliato. Questa città ne ha bisogno. E le palme secondo alcuni esperti di botanica non vanno assolutamente rimosse in questo periodo dell’anno», accusa preannunciando la proiezione di un documentario (Carrieri ieri mattina girava infatti per via Sparano con operatore e telecamera al seguito).

Parallelamente si infiamma il dibattito sui social network con il fronte dei nostalgici, ma da angolazioni diverse. Tra quelli cresciuti all’ombra delle palme e quelli che invece fanno un tuffo nel passato, con foto da cartolina sbiadita, quando la strada era aperta al traffico. Almeno sino al 1973.

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