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C'è tempo fino al 30 giugno

Bari, si cerca un gestore
per salvare il cinema Armenise

Gli attuali proprietari dell’edificio hanno ribadito la propria disponibilità a favorire l’apertura di una sala cinematografica d’essai all’interno del locale commerciale che sarà realizzato al piano terra dell’immobile nel corso dei previsti lavori

Bari,  si cerca un gestore per salvare il cinema Armenise

BARI - Gli attuali proprietari dell’edificio che ospita il Cinema Armenise hanno inviato ieri - una nota al sindaco di Bari Antonio Decaro e agli assessori all’Urbanistica e alle Culture del Comune, Carla Tedesco e Silvio Maselli, per ribadire formalmente la propria disponibilità a favorire l’apertura di una sala cinematografica d’essai all’interno del locale commerciale che sarà realizzato al piano terra dell’immobile nel corso dei previsti lavori. Lo rende noto un comunicato del Comune di Bari. «Ci preme ribadire - scrive infatti l’amministratore unico dell’impresa Giordano Lorenzo e figli - che tale nostra disponibilità è subordinata alla necessità di trovare un gestore, privato o pubblico, che si renda disponibile all’investimento».

In altri termini l’impresa si impegna a non vendere il locale commerciale fino alla data del 30 giugno 2016, ritenendo tale periodo sufficiente per consentire ai soggetti interessati di avanzare proposte di acquisto. Per le eventuali proposte che dovessero giungere l’impresa si impegna inoltre ad «applicare un prezzo calmierato che possa agevolare l’operazione», si legge ancora nella nota. «Ho prontamente trasmesso la nota ai vertici di Anec Puglia e Basilicata, Agis Puglia e Basilicata e Apulia Film Commission - sottolinea Silvio Maselli - chiedendo loro di diffondere il più possibile questa manifestazione di interesse allo scopo di informare tutti gli imprenditori cinematografici potenzialmente interessati all’operazione». «Il nostro interesse preminente, nel rispetto della libertà d’impresa e a fronte di un permesso di costruire la cui legittimità è stata confermata dai tecnici della Ripartizione urbanistica dopo attenta disamina dell’iter procedurale, è quello di favorire le condizioni utili a mantenere un presidio culturale nel territorio - prosegue Carla Tedesco -. Per questo prendiamo atto della disponibilità dell’impresa proprietaria e speriamo che qualcuno si faccia avanti per un’ipotesi di gestione della sala cinematografica. Non è attraverso un vincolo di destinazione d’uso che si può impedire la chiusura di esercizi e attività culturali, così come non è attraverso interventi che riguardano la dimensione fisica dei luoghi che si può preservare la vitalità dei quartieri, ma promuovendo politiche integrate che intervengano contemporaneamente sulla dimensione materiale e immateriale dei luoghi, sui contenuti, oltre che sui contenitori».

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