Il caso

La ginecologa sbaglia l'ecografia, bimba nasce senza braccio. «Nessun risarcimento ai genitori per non aver potuto abortire»

massimiliano scagliarini

Sentenza del Tribunale di Bari: a padre e madre riconosciuti i danni per 130mila euro solo in conseguenza dell'errata informazione ricevuta dalla specialista

Ci fu «una svista abbastanza evidente» da parte della ginecologa, che durante l’ecografia morfologica del secondo trimestre di gravidanza non si accorse della mancanza dell’avanbraccio sinistro, della mano e del polso sinistro. Una grave malformazione del feto che i genitori scoprirono solo alla nascita della bambina, nel 2014. Per questo il Tribunale di Bari (giudice Monica Zema) ha condannato la Asl a pagare un risarcimento da 51mila euro ciascuno alla madre e al padre, e di 30mila alla vittima, ma solo perché i genitori non furono correttamente informati e dunque privati di ogni possibilità di approfondimento. E non perché - come sostenevano - se avessero saputo avrebbero potuto decidere di interrompere la gravidanza.

La famiglia (che probabilmente farà appello) aveva citato in giudizio non solo la ginecologa dell’ospedale della provincia di Bari ritenuta responsabile dell’errore, ma anche un suo collega dell’ospedale di Matera e tre dipendenti del consultorio del Barese in cui la famiglia si era recata prima della nascita. Il Tribunale - sulla base di una consulenza tecnica - ha però ritenuto corretto l’operato dello specialista lucano, così come quello della direttrice del consultorio (una psicologa) e dei due ginecologi ambulatoriali: i genitori sono dunque stati condannati a pagare alle controparti (e alla Asm di Matera) 24mila euro di spese legali ciascuna. I genitori sono a loro volta ammessi al patrocinio a spese dello Stato: è quindi probabile che il risarcimento riconosciuto dal Tribunale debba essere girato ai difensori delle controparti...

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