Il caso
Bari, in strada Arco Basso nella città vecchia sparisce un’edicola storica: è giallo
L’opera era dedicata a Padre Pio ed è stata rimossa da una palazzina. «Il Comune dovrebbe tutelare questi piccoli patrimoni che sono parte integrante della nostra memoria»
C’è un giallo nel cuore di Bari vecchia: l’Edicola dedicata a Padre Pio, un piccolo patrimonio in strada Arco Basso, è sparita. «Ora non c’è più, ed è difficile anche solo spiegare il senso di vuoto che lascia la sua assenza», racconta il presidente del Circolo Acli Dalfino, Michele Fanelli. Questa opera, realizzata con tempera su legno, è stata commissionata dal Circolo ed è stata consegnata il 16 giugno del 2002, nel giorno della santificazione di Padre Pio. «Era l’unica edicola dedicata a un Santo molto venerato e amato dai baresi e ha sostituito un bassorilievo purtroppo trafugato, quindi già allora si intervenne per restituire al quartiere un simbolo che era stato sottratto». La realizzazione, curata da un amico del Circolo, costò oltre 1.500 euro. «Un prezzo di favore, reso possibile proprio perché dietro c’era un forte legame umano e un senso di appartenenza alla comunità», spiega Fanelli. Ma oggi, nonostante il valore storico e affettivo, dell’edicola non c’è più traccia: «La titolare della palazzina si è sentita padrona di rimuoverla mentre erano in corso le operazioni di riqualificazione dello stabile, come se questo patrimonio non appartenesse a tutti ma fosse un elemento qualsiasi, privo di significato collettivo. Il Comune dovrebbe intervenire e tutelare questi piccoli tesori che raccontano la storia della città, perché senza un’azione concreta il rischio è che scompaiano uno dopo l’altro nel silenzio generale».
L’edicola dedicata a Padre Pio non era solo un oggetto artistico: «Venne inaugurata con una processione serale molto partecipata, un momento sentito che coinvolse residenti, fedeli e curiosi. La gente la venerava ogni giorno, era diventata un punto di riferimento stabile per il quartiere, un luogo in cui fermarsi anche solo per un attimo di raccoglimento». Oggi resta il silenzio. «Denuncerò quanto accaduto perché questa è un’altra traccia di Bari che scompare, un patrimonio condiviso che lentamente viene dimenticato, tra l’indifferenza generale e le urgenze della città moderna che spesso finiscono per mettere in secondo piano la memoria e l’identità dei luoghi».
Secondo Fanelli, il caso dell’edicola di Padre Pio non è isolato. «Nel centro storico ci sono oltre duecento edicole votive, una presenza diffusa che racconta la devozione popolare e la storia quotidiana della città. Sono parte integrante della memoria di Bari, della vita dei quartieri e della spiritualità dei cittadini. Eppure non vengono sufficientemente valorizzate né tutelate, e questo le espone continuamente al degrado. Spesso sono sfregiate dall’ignoranza dei vandali di turno, da gesti che dimostrano una totale mancanza di rispetto per ciò che rappresentano». Basta pensare all’edicola di Raffaele Spizzico che raffigura un crocefisso e che si trova sotto l’Arco dello Spirito Santo, battezzato l’arco della “pisciatura” perché è il bagno a cielo aperto di Bari Vecchia. Tantissimi gli episodi denunciati di turisti – e non solo – che in assenza di servizi hanno scelto lo storico arco come orinatoio. Solo qualche giorno fa, poi, un gruppo di vandali ha imbrattato le colonne a ridosso della Cattedrale in piazza Odegitria. «Uno sfregio alla storia, un gesto incomprensibile che ferisce non solo i monumenti ma anche il senso civico della comunità – sottolinea Fanelli – ma nella città vecchia ormai assistiamo a un crescendo di inciviltà che non può più essere ignorato o minimizzato». Non solo, secondo il presidente Acli «tra una riqualificazione e l’altra, spesso fatte senza una visione complessiva, il rischio concreto è che molte di queste piccole opere vadano perdute, cancellando pezzi di storia che appartengono a tutti e che meritano invece di essere preservati e valorizzati».