Rapporti tossici

Viola il divieto di avvicinamento: bloccato sotto l’abitazione della ex a Bari

Luca Natile

La donna è inserita nel percorso di protezione «codice rosso» dal 2024. Tra i due un figlio conteso

Quei rapporti tossici tra ex conviventi, genitori irrisolti, che si muovono sul filo del codice rosso. In poco meno di due mesi, dal giorno di Natale a quello di Carnevale, il braccialetto elettronico, applicato alla caviglia di un 39enne barese, già sottoposto al divieto di avvicinamento all’ex compagna, ha inviato in maniera ripetuta segnali gps alla centrale operativa dei carabinieri.

Quegli allarmi non sono rimasti solo impulsi su un tracciato. Sono entrati a far parte di un fascicolo nel quale i militari hanno riportato gli spostamenti e le infrazioni, nell’ambito delle misure di tutela attivate a favore della donna, ex compagna convivente dell’uomo, inserita nel percorso di protezione previsto dal «codice rosso» a partire dal mese di giugno del 2024. Il 39enne è stato sottoposto a fermo.

La storia d’amore tra i due era cominciata dieci anni fa, per arenarsi nei giorni del Covid e poi riprendere con una slancio che si è esaurito dopo la nascita del loro bambino. Dopo la rottura la donna è riuscita a ricominciare, ha trovato un nuovo impiego, più gratificante. Ha allacciato una nuova relazione impegnandosi in un progetto di vita importante con l’arrivo di una nuovo figlia. In tutto questo il suo primogenito è sempre stato al centro della sua nuova esistenza. Ha fatto in modo che nella vita del piccolo fosse sempre presente e coinvolto il padre. La risposta non è stata quella che la donna si aspettava: piccoli dispetti, torti in apparenza ingiustificati, comportamenti vessatori e la pretesa, a dispetto delle decisioni prese inizialmente dal giudice nell’interesse del minore, dell'affidamento paritario.

Il collocamento paritario, prevede che lì dove sussistano determinate condizioni che il figlio minore trascorra tempi equivalenti con entrambi i genitori.

La situazione è andata lentamente peggiorando fino quando nel giugno 2024 i carabinieri sono intervenuti a seguito di un episodio di una certa gravità. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe bloccato fisicamente l’ex compagna, allora al quinto mese di gravidanza, impedendole di allontanarsi con l’auto. L’episodio provocò un forte stato di stress nella donna, costringendola a un ricovero di cinque giorni presso il Policlinico di Bari.

Da quel momento è stato avviato il percorso giudiziario e di protezione con un sistema di sorveglianza particolarmente attento. Lo scorso 14 febbraio, nonostante un temporaneo malfunzionamento della rete che aveva reso inefficace il braccialetto elettronico antistalking, i militari allertati ai familiari della donna spaventati, hanno documentato l’avvicinamento del 39enne a un bar dove l’ex convivente si trovava con il nuovo compagno nei pressi della loro abitazione. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe compiuto gesti ostili e intimidatori, circostanza acquisita agli atti dell’indagine.

È stata ascoltata anche la madre della donna, convocata per integrare una precedente deposizione. L’uomo ha dichiarato di essersi recato nell’area per prelevare il figlio minore, sostenendo di aver erroneamente ritenuto che la giornata rientrasse tra quelle a lui assegnate. In realtà si trattava di un fine settimana di competenza della madre. In ogni caso, il provvedimento del Tribunale stabilisce che l’eventuale prelievo del bambino debba avvenire tramite persona delegata: per l’occasione era infatti presente la zia del minore.

Privacy Policy Cookie Policy