Rivoluzione digitale e rinnovate responsabilità. Sono queste le grandi sfide del giornalismo, chiamato oggi a misurarsi con algoritmi e intelligenza artificiale senza smarrire la propria missione. Se n’è discusso ieri a Bari, nella Sala Odegitria della Cattedrale, durante «Custodire voci e volti umani - i giornalisti spalle al muro», è stato promosso da Unione cattolica stampa italiana Puglia in occasione della sessantesima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, nel solco del tema indicato da Papa Leone XIV.
«Il Papa - ha sottolineato Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della Conferenza Episcopale Pugliese - ha voluto sottolineare che facciamo fatica a custodirci con gli altri e a custodire la bellezza. Affidare ai giornalisti e ai mezzi della comunicazione sociale, quindi, un nuovo impegno credo che sia qualcosa di alto e di significativo, perché in effetti i mezzi della comunicazione possono diventare un volano importante in questo tempo di crisi, senza farci controllare o governare dall’interesse. Oggi c’è un atteggiamento remissivo, di delega. Ritrovare un protagonismo così significativo è la cosa più importante da rimettere al centro della discussione».
Un confronto serrato - moderato da Michela Di Trani (presidente regionali UCSI) - che ha visto protagonisti i direttori di tutte le principali testate giornalistiche del territorio (carta stampata, televisioni, radio e informazione online) riuniti per interrogarsi sul senso del mestiere di informare in un tempo dominato dalla velocità.
«Il nostro obiettivo è confrontarci - ha dichiarato la presidenza di Ucsi Puglia - su cosa significhi oggi essere ‘spalle al muro’ di fronte alla verità e alla sofferenza altrui, riaffermando che dietro ogni notizia ci sono persone che meritano rispetto e ascolto autentico».
Sulla stessa linea il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia, Maurizio Marangelli: «Non dobbiamo mai dimenticare che dietro ogni storia c’è una persona, c’è un dolore, c’è una speranza. Per questo dobbiamo recuperare il rapporto con l’etica dell’informazione del nostro lavoro». Un richiamo netto alla centralità della persona, contro il rischio di trasformare le notizie in meri contenuti da consumare.
Marangelli ha poi affrontato il nodo dell’innovazione tecnologica: «L’intelligenza artificiale è una sfida ineludibile che dobbiamo affrontare sapendo che comunque non potrà mai sostituire il lavoro del giornalista». Un passaggio che fotografa l’equilibrio delicato tra strumenti nuovi e responsabilità antiche: verifica delle fonti, rispetto della verità, tutela della dignità delle persone coinvolte nei fatti raccontati.















